Dall’11 marzo 2013 su Italia 1 arriva la versione italiana di Arrow, il serial americano dedicato a Freccia Verde.  Creato da Mort Weisinger (testi) e George Papp (disegni) nel 1941, è uno dei personaggi classici della DC Comics (all’epoca, della National): per questa serie TV, l’arciere di smeraldo è stato necessariamente modernizzato, niente berretto con la penna e barbetta da capra, ma un bel cappuccio molto dark e frecce ipertecnologiche. Resta la sostanza originale: Oliver Queen è sempre un ricco industriale playboy che combatte i cattivoni che infestano la sua città.
L’antefatto però è decisamente drammatizzato. Il giovane Oliver, infatti, si trova sperduto nell’oceano dopo il naufragio del suo yacht: nella circostanza, muore la sua bella amante (accidentalmente sorella della sua fidanzata ufficiale), e di lì a poco anche suo padre, ma non prima di avergli rivelato che l’origine della ricchezza di famiglia è disonesta, brutta e cattiva, frutto di ruberie, mafia e prepotenze assortite. Salvati figlio mio e rimedia ai miei errori. Te lo giuro papà. Peccato però che il buon Oliver lì per lì riesca a malapena a sopravvivere, arrivando a stento su un misterioso isolotto su cui resterà cinque anni. Dato ovviamente per morto, quando riesce a tornare a casa tra lo stupore di tutti (e l’ira funesta della fidanzata “originale”), è un altro uomo, provato e amareggiato, con fisico da culturista, cicatrici e segni di grandi battaglie su tutto il corpo, una notevolissima abilità nel combattimento e, naturalmente, una mira infallibile con arco e frecce. Che faccio adesso? Mi nascondo nell’ombra e mi dò da fare per ripulire la città, come promesso a papà.
Il ruolo di protagonista è affidato al bel Stephen Amell. Con lui, la mammina Moira dal comportamento non limpidissimo (Susanna Thompson), la sorellina ribelle Thea (Willa Holland), l’amico del cuore Tommy Merlyn, bello, ricco e donnaiolo (Colin Donnell), la guardia del corpo John Diggle (David Ramsey), che gli sta alle costole perché, capirà caro lei, con un vigilante misterioso che va in giro ad ammazzare “i ricchi” bisogna stare attenti, e il detective Quentin Lance (Paul Blackthorne) che deve catturare l’incappucciato misterioso, che fa bene a catturare i cattivi, ma non si fa così, perbacco. Ma soprattutto c’è lei, la bella Dinah “Laurel” Lance (Katie Cassidy), figlia del detective di cui sopra, sorella della povera Sarah morta in mare e fidanzata tradita di Oliver. E, almeno all’inizio, parecchio ma parecchio incavolata con lui. Fine della prima puntata.
Qualche ingenuità (parliamo di un personaggio degli anni Quaranta che inevitabilmente si porta dietro un bagaglio di gusti remoti, difficili da cancellare completamente), ma un intreccio che lascia ben sperare per il seguito, visto anche il successo negli States. Ben orchestrata poi la sequenza di flashback del “periodo isolano” di Oliver, alternati alle scene del presente.
Ogni episodio (22 per questa prima serie) dura circa 43 minuti, la regia è di David Nutter, l’ideazione della serie di Greg Berlanti, Marc Guggenheim e Andrew Kreisberg, la produzione di Warner Bros. Television, Berlanti Television e DC Comics, l’emittente TV originale è la CW.

(Antonio Marangi • 12/03/2013)