E dopo Tex e Zagor, ecco la terza Collezione Storica a Colori proposta da Repubblica-L’Espresso: questa volta è di scena il nostro Indagatore dell’Incubo preferito, l’ormai “ventiseienne”, unico e solo Dylan Dog.

È stato un vero piacere rileggere il primissimo numero di Dylan, L’alba dei morti viventi. Scritto – c’è bisogno di dirlo? – da Tiziano Sclavi e disegnato da Angelo Stano, oggi copertinista ufficiale della testata, la storia ristampata ci (ri)propone la primissima apparizione di Groucho (che prepara la strada alla star Dylan, che arriva solo due pagine dopo), la primissima apparizione dell’interminabile galeone, quella del clarinetto e del Trillo del diavolo, e poi del campanello che urla, della casa-museo di Craven Road, della pistola lanciata dall’uno all’altro dei due detective, dell’ispettore Bloch, del cattivissimo Xabaras, oltre che della primissima tetta mai vista su un albo bonelliano, seguita addirittura da vari nudi integrali e scene di sesso, per quanto castigati.

Sì, perché Dylan Dog era già il vero Dylan, fin dall’esordio, in giacca nera e jeans, stravaccato sulla sua poltrona con le mani giunte ascoltando il cliente di turno (o più facilmente la cliente), astemio e vegetariano (anche se al cinema mangia un panino dietro l’altro. Panini alle verdure, si suppone) e, ovviamente, donnaiolo  impenitente. Forse, rispetto al Dylan successivo, questo Dylan è un po’ più fissato (guarda sempre gli stessi film), un po’ più ruvido con le sue belle clienti e un po’ più sfacciatamente intraprendente (ci impiega solo poche pagine per baciare la sua interlocutrice, mentre ancora le dà del voi ed è seduta sulla poltrona del primo colloquio). E anche Groucho è molto più presente di quanto non sarà in seguito, soprattutto nella terza storia del volume, Le notti della luna piena, dove ha una parte più che determinante nell’azione.
E gli incubi dell’Indagatore? Ci sono, eccome, anzi, i primi mostri sono mostri molto classici: zombie, squartatori metropolitani e uomini-lupo (oh beh, in realtà lupi-uomini). I primi disegnatori, dopo Stano, sono il grande Gustavo Trigo e il duo Montanari&Grassani.

Ad arricchire il volume, un’ampia parte redazionale, con tanto di intervista a Tiziano Sclavi in persona, una vera rarità.

Rispetto alle precedenti serie di Collezione storica, questa ha il vantaggio di poter presentare storie intere, tre per volume, visto che gli albi originali di Dylan Dog sono (quasi) sempre autoconclusivi. Le uscite sono a cadenza settimanale, a partire dal 21 febbraio 2013, con copertine inedite di Bruno Brindisi, a € 7,90 l’uno oltre al prezzo di Repubblica o L’Espresso (tranne il primo volume, proposto al prezzo promozionale di 1 €).

(Domenico Marinelli)