Ilaria “Zim” Facchi, nata a Brescia nel 1984, dopo il Liceo artistico frequenta la facoltà di Giurisprudenza fino a quando il “demone artistico” ha il sopravvento sul suo futuro forense. Da qui l’iscrizione alla Scuola Internazionale di Comics a Brescia che tutt’oggi frequenta, insieme a un corso di pittura. Ha realizzato le illustrazioni per alcuni libri, si ritiene una sognatrice ad occhi aperti, adora andare a cavallo e leggere fumetti. I suoi autori preferiti sono Darwyn Cooke, Mignola, Barbucci e Silvia Ziche.
A proposito della sua Opono (strisce horror di notevole impatto, potete leggerne alcune sul nr. 7 di Sbam! Comics, scaricabile liberamente da qui) ci ha detto: “Lo scarabocchio frettoloso di una piccola capellona dall’aria un po’ triste… e una bomba atomica che le cade alle spalle! Così è nata Opono, come rappresentazione di una paura. Da quell’idea, buttata quasi per caso su carta, è uscita una domanda: di cos’altro si può avere paura? E da lì in poi c’è stato solo l’imbarazzo della scelta.
Non è stata una creazione ‘razionale’, ma una ricerca su quanto può essere irrazionale una vita normale.
Opono è dedicata a tutte quelle persone che da bambini hanno guardato sotto il loro letto, controllando che non ci fosse nulla. Quello che Opono chiede d’immaginare è ‘e se?’. E se nell’ombra ci fosse davvero qualcosa? E se… guardando sotto il letto stanotte un paio d’occhi rossi ricambiassero il vostro sguardo?”

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