Con il terzo numero, si è conclusa la miniserie Metamorphosis, opera (testo e disegni) di Giacomo “A Panda piace” Bevilacqua, proposta da Editoriale Aurea (nnr. 1-3, novembre 2012/gennaio 2013, 96 pp b/n, € 3,00 cad.).

Annunciata con largo anticipo già un anno fa, la serie narra le avventure di Luna Mondschein, a metà tra realtà e dimensione onirica. Un po’ di Little Nemo e qualcosa di Valentina, dunque, e non manca neanche un cameo del Panda che ha dato la grande notorietà all’autore.

Un serial killer uccide, in modo spettacolare quanto macabro, varie persone, tutte in qualche modo ricollegabili a Luna. La cosa strana è che poi Luna sogna gli stessi sventurati in una loro versione “deizzata”, trasformati in miti dell’antica Grecia, da Aracne al Minotauro, da Argo a Icaro.

Al suo risveglio, la fanciulla deve tassativamente seguire cinque regole per evitare di perdere il contatto con la realtà. Finché però la stessa realtà comincia a confondersi con la dimensione dei suoi sogni, lasciando “residui” da una parte all’altra, a cominciare da Peoh, curioso animaletto (molto simile al… Pokemon Pikachu!) sognato da Luna e che adesso la segue costantemente anche nel mondo vero. In tutto questo, il commissario Daniel Valentini cerca di capire qualcosa, giustamente colpito dalle stramberie di Luna, fino alla rivelazione dell’identità del killer, circondato… dai sogni.

Nel finale, c’è anche qualche omaggio ai supereroi marvelliani, sul terzo albo trovate una dozzina di tavole disegnate dalla brava Sonia Aloi (la parte in flashback della vita di Luna) e tutta la vicenda ha perfino una colonna sonora, la canzone Luna, successo di Gianni Togni del 1980. Peccato che qualche dialogo sia decisamente troppo lungo e rallenti la trama.

«Per gli amanti del genere», verrebbe da dire, se la serie fosse inscrivibile in un genere definito.

(Domenico Marinelli)