L’Era di Apocalisse: in assoluto – noi di Sbam! ne siamo convinti da sempre – la migliore megasaga della storia Marvel! Per chi non lo sapesse (nel caso, costui potrebbe essere giustificato solo ed esclusivamente da motivi anagrafici, altrimenti sarebbe da radiare dal Consesso Mondiale dei Veri Marvel-Zombie!) si tratta di una realtà alternativa del nostro pianeta, centrata sul cosmo mutante in particolare, pubblicata negli USA nel 1995, l’anno seguente da noi. Rimandiamo in fondo a questo post per un rapidissimo riassunto della vicenda. Per ora, ricordiamo che fu un grandissimo successo, così grande che è stato varie volte ripreso in sequel o what if, più o meno azzeccati, e in incroci e scambi di personaggi con la realtà tradizionale della Marvel, identificata col nome di Terra-616. Tra le ultime di queste proposte, ecco la minisaga pubblicata in dicembre 2012 da Panini Comics in un unico albo (X-Men Deluxe nr. 212, euro 6,00).
La situazione: Apocalisse era stato sconfitto alla fine della saga, ma col suo ultimo gesto ha “infettato” col suo potere il Wolverine di questa dimensione, Arma X, che ha quindi preso in tutto e per tutto il suo posto. Ora è Arma Omega, se possibile ancora più estremo e crudele del suo predecessore.

Con la razza umana ridotta agli sgoccioli, la furia genocida del despota si rivolge ai mutanti meno potenti, portando alle estreme conseguenze il concetto di “dominio del più forte”. Degli X-Men è rimasto ben poco, il leader Magneto è ormai invecchiato e i suoi rari adepti sono decisament mal ridotti. La resistenza è quindi affidata – in un totale contrappasso – ai pochi umani rimasti vivi, che si sono organizzati e allenati per arrivare al meglio delle loro possibilità fisiche e contrastare i mutanti di Arma Omega. Il loro leader è Prophet, ed è con lui che viene architettato un piano che vorrebbe essere risolutivo: far ripetere a Scarlet quello che ha fatto sulla “nostra” Terra, ovvero sfruttare il suo potere stregonesco per togliere i poteri a tutti i mutanti. Peccato che Scarlet sia morta, e di lei rimanga solo un clone che va animato in qualche modo. L’esito, ovviamente (sennò la storia sarebbe finita qui), non è quello sperato. Anzi. Per fortuna, però, anche in questo mondo martoriato esiste (e si arrabbia) un Bruce Banner
Il finale è apertissimo, quindi dobbimo aspettarci altre incursioni nel mondo di Terra-296 (quella dell’Era di Apocalisse, appunto). Per ora accontentiamoci di questo inno alla forza di volontà della razza umana, anche nelle condizioni più estreme, abilmente orchestrato da David Lapham e Rick Remender, disegnato da Roberto De La Torre e Billy Tan, con i colori di Lee Loughridge e José Villarrubia.

L’Era di Apocalisse “storica”

L’Era di Apocalisse: una realtà alternativa originata da un viaggio nel passato di Legione. La sua intenzione era quella di uccidere Magneto nel passato per non dargli il tempo di diventare il leader dei mutanti malvagi, eterna nemesi degli X-Men. In realtà, però, il tapino ha finito con l’uccidere Charles Xavier, ovviamente prima che il buon professore potesse fondare gli X-Men che tutti conosciamo.
Da qui, inevitabile lo sconvolgimento della linea temporale e la conseguente creazione di una realtà alternativa. Una realtà dove il terribile Apocalisse, il mutante ultrapotente e soprattutto – ahinoi – immortale, risvegliandosi dal suo sonno millenario, non trova gli X-Men a fermarlo e può quindi conquistare indisturbato l’intero pianeta. L’obiettivo: sterminare completamente la razza umana, gli homo sapiens, e consegnare il mondo all’homo superior. Traguardo in effetti molto vicino: in uno scenario da incubo, gli umani di tutti i continenti sono uccisi o ridotti in schiavitù, imprigionati nei Recinti, controllati dalle Sentinelle in una grottesca inversione di ruoli con la “nostra” realtà. Intanto i mutanti che tutti conosciamo hanno destini diversi da quelli del nostro mondo: a cominciare da Magneto, che decide di difendere il sogno di Xavier – la pacifica convivenza tra umani e mutanti per il bene comune – e quindi di osteggiare in tutti i modi Apocalisse. Fonda allora i “suoi” X-Men, che alleva secondo questo ideale per lanciarli contro le legioni del despota. Tra di loro alcuni insospettabili (uno per tutti: Sabretooth, per noi uno dei più “cattivi”), e tanti “eroi” classici, come Wolverine (qui Arma X), l’Uomo Ghiaccio, Rogue, Tempesta, Jean Grey

Gli albi – tra uscite delle serie regolari e albi speciali – pubblicati dalla (allora) Marvel Italia con i vari episodi di L’era di Apocalisse nel 1996

Viceversa, alcuni dei nostri “buoni” qui servono Apocalisse: tra di loro perfino Ciclope e – soprattutto – la Bestia, che, da buon genetista, in questo mondo si trasforma in una sorta di dottor Mengele, nel tentativo di aumentare la portata dei poteri mutanti. Non mancano nemmeno gli eroi “non mutanti”: Peter Parker, ad esempio, muore quasi subito nei primi rastrellamenti, i mancati Fantastici Quattro, privi dei poteri che mai hanno acquisito, si prodigano per quanto nelle loro possibilità.
In mezzo a scene di tutti i tipi, alcune particolarmente toccanti (memorabile il vano tentativo di Colosso di salvare i suoi Giovani Mutanti dalla fortezza del terribile Sugarman), a risolvere la situazione sarà il mutante “abituato” ai salti temporali, Alfiere, l’unico che si rende conto che la realtà che sta vivendo non è quella “giusta” e che quindi va cambiata. Ovviamente riuscendoci, ma non prima di lasciare ai lettori il piacere di assistere allo scontro finale tra Magneto e Apocalisse.
Una saga più che avvincente, probabilmente – dicevamo – la migliore della storia Marvel. Non tanto per l’idea di base (le realtà alternative, le inversioni di ruolo dei personaggi…) quanto per l’intricatissima costruzione della trama generale, trama che è riuscita a dare un ruolo a TUTTI gli innumerevoli personaggi Marvel, fino alla chiusura, quando tutti i fili convergono sul finale in un meccanismo quasi perfetto.
Per tutta la durata della maxisaga, perfino le testate delle varie collane vennero cambiate, negli USA come in Italia. Gli autori del mirabile affresco erano davvero tanti, praticamente tutti quelli impegnati sulle serie regolari, ma ruolo centrale ebbero Scott Lobdell e Larry Hama, ai pennelli Chris Bachalo e i fratelli Kubert, Adam e Andy. Clap clap clap.

(Antonio Marangi)

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