Benedetto internet.
Una volta sì che c’era l’ansia di sapere cosa succederà al nostro eroe nella prossima puntata. Prossima puntata da aspettare per giorni o settimane, con ansia e disappunto. Ma adesso c’è internet. E allora vedere in edicola finalmente il primo albo della miniserie Avengers vs X-Men versione italiana perde un bel po’ di pathos. Già vista e già conosciuta, anzi, i Marvel-fans pensano già a Marvel Now! e questa è roba vecchia. Tze tze tze.
Eppure… eppure – diciamoci la verità, Sbam-fans di tutte le terre emerse – prendere in mano quest’albo è stato comunque bello. Certo, c’è il fatto, ricordato da tutti a più riprese, che queste maxi-saghe ormai sono troppe, e troppo frequenti. Ma, da sempre, poter vedere in diretta cose tipo chi è più forte tra Hulk e la Cosa, in una bella battaglia al calor bianco, resta una goduria! E stavolta possiamo vedere tutto insieme chi è più forte tra Ciclope e Capitan America, tra Namor e Luke Cage, tra Colosso e Hulk (quello rosso, vabbè) o, chessò, tra Tempesta e Miss Marvel…

Stiamo parlando, ovviamente, di Avengers (come si chiamano da quando c’è stato il film) contro X-Men (come si chiamano da sempre). Proposti – c’è bisogno di dirlo? – da Panini Comics (collana Marvel Miniserie, nr. 129 e seguenti, da novembre 2012 per 6 uscite con due episodi l’una, euro 3,30 cad.) nell’avvincente sviluppo della trama orchestrata da par loro da Jason Aaron, Brian Michael Bendis, Ed Brubaker, Jonathan Hickman e Matt Fraction e con le sfavillanti tavole di John Romita Jr. (primi cinque episodi), Olivier Coipiel (dal sesto all’ottavo) e Adam Kubert (ultimi quattro).

Il fatto, per chi non lo sapesse: la terribile entità cosmica nota come Fenice Nera è in arrivo, dritta e rapida come una lippa, verso il nostro pianeta. Già in passato, questa specie di aquilone fiammeggiante ha provocato un bel po’ di sconquassi nella già sinistrata famiglia X, provocando la morte della sempre compianta Jean Grey. Adesso, ad attirarla tra noi è la giovanissima Hope, l’unica mutante venuta al mondo dopo il sortilegio di Scarlet (quello che ha distrutto l’intera genìa dell’homo superior), e quindi vista come il messia da tutte le genti OGM.
Ad “incontrare” per primo la Fenice, è il più cosmico di tutti i Vendicatori, Nova, che, sgangherato e bruciacchiato, si precipita tra i suoi sodali per avvisarli della tragedia incipiente. Vendicatori Uniti, tutti alla Casa Bianca per concordare con il presidente in persona il da farsi. Da lì a poco, Capitan America si presenta su Utopia, l’isola-nazione dei mutanti, e ordina a Ciclope di consegnargli la fanciulla. Non se ne parla proprio, risponde a suon di raggi ottici il buon Scott Summers che, dismessi i panni dell’eterno boy scout ed esasperato dalle troppe tragedie cadute addosso alle sue genti, si mette di fatto a ragionare come un novello Magneto (ed è proprio il vecchio Magnus a farglielo notare!). Botte da orbi tra le opposte fazioni, la guerra ha ufficialmente inizio.

Qualche forzatura (Ciclope è tutto un altro personaggio rispetto ai suoi standard) e qualche eccesso (addirittura 22 Vendicatori in campo, gli X-Men sono molti meno) ma l’inizio è decisamente avvincente, proprio in virtù di quegli scontri epocali di cui parlavamo all’inizio.
Per semplificare le cose, i “più forti” dei contendenti sono subito tolti dalla scena: Thor, ad esempio, non è della partita, visto che è corso nello spazio per tentare un primo approccio con la Fenice, mentre Emma Frost, teoricamente in grado di lobotomizzare all’istante tutti gli avversari, è subito stesa da Iron Man con un trucchetto elettronico. E a proposito di Iron Man: si trova ad affrontare Magneto, uno che potrebbe atomizzargli l’armatura con un solo pensiero. Ma Tony Stark protegge la stessa armatura con un campo antimagnetico, e così trasforma il match in un confronto tra un uomo in armatura invincibile e un ultraottantenne inerme. Da un estremo all’altro.
A scaldare ulteriormente gli animi dei lettori, anche le domande sui combattenti teoricamente al bivio tra le due fazioni: tra i Vendicatori militano infatti anche mutanti come la Bestia, Tempesta (X-woman storica, da poco vendicatrice e per di più moglie di Pantera Nera) e Wolverine (quest’ultimo già in rotta di collisione con Ciclope dai tempi di Scisma), senza parlare di Namor, vendicatore storico, compagno di lotta di Cap fin dai tempi della Seconda guerra mondiale e oggi X-Man a tempo pieno. E Scarlet non è ancora comparsa sulla scena. Qualcuno pare prendere posizione fin dalle prime pagine, ma staremo a vedere.

A movimentare l’operazione – che, come ovvio, non si limita a questa miniserie ma ha ripercussioni su praticamente tutte le collane Marvel – anche il sondaggio, abilmente orchestrato dagli uomini-marketing della Casa delle Idee per coinvolgere ancor di più i lettori: tu da che parte stai? Già leit-motiv della recente Civil War, è ora riproposto anche sulle cover, visto che ogni albo è presentato in due copertine variant, una per  gli Avengers-fan e un’altra per il partito degli X-Men.
Ultima chicca che segnaliamo: è stata realizzata un’App gratuita che permette di vedere alcune scene dell’albo “animarsi” riprendendo con la fotocamera di un device le pagine contrassegnate da apposito simbolo. AvX nel terzo millennio!

(Domenico Marinelli)