Nick Spencer – Joe Eisma – Rodin Esquejo, Morning Glories vol. 1 , Serie 100% Marvel, Marvel Italia 2012, Euro 17,00

La Image sta da alcuni anni progressivamente cambiando pelle, passando dal “vuoto pneumatico” degli esordi a un rinascimento basato sull’ambizioso concetto di autorialità applicata al fumetto popolare. Buona parte del merito di questa svolta, che rende oggi la casa editrice il punto di riferimento più naturale per chi ama i comics seriali americani ma non intende morire (di noia) a colpi di Fear Itself, va all’acume del supervisore generale Eric Stephenson e, soprattutto, al tocco magico di Robert Kirkman, esempio lampante di come sia possibile trattare tematiche fin troppo abusate (i supereroi in Invincible o gli zombie in The Walking Dead) mantenendo un livello qualitativo altissimo e vendendo comunque una valanga di copie.
Ecco perchè Image attira empre più autori anche di grande livello: tra loro può a buon diritto aggiungersi anche Nick Spencer, scrittore noto a chi segue le vicende del Marvel Universe grazie ai suoi lavori su Iron Man 2.0, Secret Avengers e Ultimate Comics: X-Men. È lui, infatti, a firmare Morning Glories, una delle più interessanti serie Image dell’ultimo biennio, che Panini ha meritoriamente deciso di proporre al pubblico di casa nostra nell’ambito della Collezione 100% Panini Comics. Il primo volume, disponibile in fumetteria già da un paio di mesi, rende subito evidenti i motivi per cui lo stesso Spencer ha definito la sua creazione una sorta di mix tra Runaways (quelli della gestione Brian K. Vaughan, naturalmente) e Lost.
Protagonisti della vicenda sono sei teenager che più diversi tra loro non si può. Ad accomunarli, però, c’è quello che a prima vista appare come un gran colpo di fortuna: tutti, infatti, sono stati ammessi a frequentare l’esclusiva Morning Glory Academy, il più prestigioso istituto di preparazione al college di tutti gli States. Una volta varcati i suoi austeri cancelli, però, i ragazzi non impiegano molto a rendersi conto di una verità sconvolgente: se entrare in quella scuola è difficile, uscirne vivi rischia di essere impossibile. Tanto per cominciare, i contatti con il mondo esterno risultano azzerati: chiamati al telefono, i loro genitori negano di averli mai conosciuti, mentre padre e madre della bionda Casey vengono addirittura assassinati. All’interno, poi, chi si ribella (o semplicemente cerca di capire che cosa succede) viene sottoposto a ogni sorta di punizioni estreme, tese a piegarne la resistenza e a manipolarne la volontà. E, intanto, cresce la consapevolezza che dietro alcune porte si nascondono inquietanti segreti. Ai sei ragazzi (sorpresa: sono nati tutti lo stesso giorno. Difficile che sia un caso, no?) non resta che unire le forze per cercare una via di fuga…
Misteri, misteri e ancora misteri. Accumulati pagina dopo pagina, in un crescendo in cui a ogni risposta seguono almeno un paio di nuove domande e dove nulla è mai quello che sembra. In questo senso, il paragone tra Morning Glories e Lost appare tutt’altro che campato in aria, al di là dell’ovvio richiamo che un simile accostamento può esercitare sui lettori. Il vero punto di forza della serie, però, risulta essere la scrittura fresca e divertita (ma mai superficiale) di Spencer, impreziosita da un’attenzione quasi maniacale per i dialoghi e dalla capacità di costruire un cast di protagonisti di primissimo livello, sapientemente in bilico tra gli stereotipi del teen-drama televisivo alla O.C. e la sofisticata caratterizzazione propria della migliore letteratura (disegnata, ma non solo). Il tutto condito da una valanga di citazioni – alcune esplicite, altre sottintese – che se qua e là forse possono appesantire un po’ la narrazione, di certo rendono assai più intrigante la lettura.
Un rischio però esiste, ci dicono gli immancabili cercatori di peli nelle uova: l’affastellarsi di troppi misteri potrebbe alla lunga schiacciare lo sviluppo stesso della storia e, soprattutto, rendere confusa o poco credibile l’inevitabile risoluzione finale, quando tutti i nodi verranno al pettine e tutte le domande dovranno avere una risposta. Dubbi legittimi, ma comunque prematuri: per adesso lo storytelling fila che è una bellezza, e confidiamo che Spencer sappia continuare anche in futuro a gestire lo sviluppo della serie con la stessa padronanza dimostrata in questi primi episodi.
Intanto, lustriamoci gli occhi con le spettacolari copertine di Rodin Esquejo e con le ottime tavole di Joe Eisma, in cui appare evidente l’intenzione di rifarsi alle matite di Adrian Alphona per i già citati Runaways. Senza dubbio un buon modo per ingannare l’attesa in vista del secondo volume, annunciato in fumetteria per il mese di settembre.

(Marco De Rosa)