Il numero 4 di Sbam! Comicsscaricabile gratuitamente da qui – ha la copertina dedicata ai 30 anni di Martin Mystère. E tra gli ormai numerosi disegnatori che hanno incrociato i loro pennelli sulle tavole del Detective dell’impossibile c’è anche Davide De Cubellis, DeCu per i fans, classe 77, svariate produzioni al suo attivo. Sbam! Comics lo ha incontrato e si è fatto raccontare la sua carriera e i suoi progetti: l’intervista completa è disponibile sulla rivista, ma eccone un anticipo.

Ciao Davide, grazie per la tua disponibilità. Raccontaci qualcosa della tua carriera.
Dopo gli esordi cone illustratore editoriale, sono diventato anche fumettista; insegno presso la Scuola Romana del Fumetto e allo IED della Regione Lazio. Dal 2003 disegno Martyn Mystère insieme a Paolo Morales, mentre dal 2010 sono il copertinista di John Doe, dell’editoriale Aurea, subentrando a Massimo Carnevale. Ma mi occupo anche di cinema e pubblicità

Parliamo di tecnica: come preferisci lavorare?
Sulle tavole di Martyn Mystere lavoriamo in due, con Paolo Morales che fa tutto a mano e io che gli vado dietro. Lavoriamo su carta con tecniche tradizionali. Sulle illustrazioni per John Doe, invece, lavoro prevalentemente in digitale, anche se con una piccola percentuale di disegno a mano.

Si parla tanto di crisi del fumetto. Pensi che le tecniche di diffusione in formato digitale possano essere utili?
Non seguo molto i fumetti digitali, anche se li considero una frontiera affascinante da esplorare. Se invece vogliamo parlare di tecniche digitali allora ci tengo a dire una cosa, essendo io stesso un illustratore digitale. Realizzata la mia opera in elettronico devo poterla proporre al pubblico come merita: credo che i tempi stiano cambiando e che si stiano sviluppando nuovi settori di mercato. Ecco che io quindi propongo stampe dei miei lavori digitali effettuate su carta di pregio e in esemplari numerati, al massimo in otto copie (come fanno i fotografi e come facevano gli antichi stampatori in bronzo). Credo fortemente che questo sistema meriti maggior fortuna: deve essere finalmente valorizzato e trattato alla stregua di arte da galleria.

(Antonio Marangi • 15/07/2012)

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