Don Camillo voll. 1-2-3-4, a cura di Davide Barzi, Renoir 2011

Devo molto a Giovannino Guareschi. È grazie alle avventure di Don Camillo se è nata la mia passione per la lettura e credo di dover dire che buona parte del mio “senso dell’umorismo” è stata alimentata da romanzi come Il destino si chiama Clotilde o Il marito in collegio.
Don Camillo ha un fascino molto particolare, le sue vicende (escludendo forse, a mio parere, Il compagno Don Camillo) sono attimi di vero piacere letterario. Racconti scritti da un autore che sosteneva, giustamente, che bastavano poche parole per farsi capire dai lettori, ma nelle vicende dedicate al Mondo Piccolo c’è di più: c’è vita, c’è arte, c’è poesia, teatro, satira, società e costume. Per farla breve: Guareschi è uno dei miei autori  preferiti e guai a chi me lo tocca… Ci sono cose che non possono cambiare, non devono cambiare, e Don Camillo è una di queste.

Ed è con questo spirito carico di negatività che mi sono avvicinato alla trasposizione fumettistica delle avventure di Peppone e Don Camillo… sbagliando. Guareschi oltre che un grande autore, è stato anche ottimo vignettista e illustratore e se si leggono, con la dovuta attenzione i suoi racconti, possiamo notare una grande attenzione nella descrizione dei particolari… quasi una sceneggiatura. Anzi: una perfetta sceneggiatura!
Leggere quei racconti equivale a viverli in prima persona come in film… o meglio, come in questo caso, in un fumetto.
Ed è grande, inoltre,  la modestia e il rispetto che Davide Barzi e gli autori che hanno collaborato alla stesura dei primi quattro volumi dedicati a Don Camillo editi da Renoir. Una modestia, anzi forse un timor reverenziale, che ha giovato molto e  reso questi volumi assolutamente imperdibili.
Per lo studio grafico dei personaggi, gli autori e i disegnatori non si sono basati sulle fattezze di Fernandel e Gino Cervi, sarebbe stato forse di cattivo gusto o forse troppo facile, così hanno fatto la scelta migliore: quella di basarsi, per Don Camillo, sulle indicazioni che Guareschi stesso scriveva nei suoi racconti e per Peppone… Beh, Peppone è Guareschi stesso!
Molto fedeli le sceneggiature e bella la scelta di utilizzare un bianco e nero con toni di grigio.

Per concludere: avrei voluto parlar “male” di questi volumi, ma mi è davvero impossibile farlo e sono “costretto” a consigliarne la lettura e anche una rilettura perchè – ne sono certo – Giovannino Guareschi
avrebbe apprezzato molto il risultato.
Testi di Davide Barzi, Silvia Lombardi e Alessandro Mainardi; disegni di Werner Maresta, Elena Pianta, Federico Nardo, Italo Mattone e Ennio Bufi.

(Daniele Tarlazzi)

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