Il 2012 è anche – tra le tante ricorrenze di questi mesi – il quarantennale della comparsa in edicola del primo numero di un titolo-simbolo dei fumetti neri/erotici degli anni Sessanta e Settanta: Zora la Vampira, opera di Birago Balzano, disegnatore che detiene anche un singolare record: con i 270 albi che ha illustrato sui 288 complessivi della serie, è l’autore in assoluto più legato a una stessa collana della storia del fumetto!
Balzano cominciò la sua carriera alla Bonelli Editore, disegnando – tra le altre cose – il Piccolo Ranger. In seguito nacque la collaborazione con Renzo Barbieri – storico editore di “tascabili” – che legò indissolubilmente il suo nome a quello della bella vampira.

Birago Balzano durante l’incontro con gli appassionati

L’autore ha incontrato gli appassionati durante Cartoomics 2012, raccontando così il suo lavoro: “L’idea di partenza nel progettare Zora era Jacula, personaggio che nei piani editoriali di Edifumetto (la casa editrice di Barbieri, ndr) era quello di cui ralizzare un contraltare. Ma con il passare dei numeri, Zora ha preso una sua identità sempre più definita e personale. La tavola nel formato pocket degli albi era tradizionalmente divisa in orizzontale: io preferii un taglio della vignetta più verticale, per esaltare la figura della bella vampiressa. Inoltre mi piaceva attualizzare il suo look: pur ambientato nell’Ottocento, spesso la vestivo con jeans o pantaloncini, espedienti che aumentavano la carica erotica del personaggio. Infatti la serie voleva essere ‘giustamente’ erotica, senza mai scadere  nel volgare. Anche per questo, secondo me, ebbe tanto successo, e proprio per questo il successo andò via via diminuendo man mano che gli albi sono scaduti verso il porno, secondo l’evoluzione che tutto il genere dei tascabili stava seguendo. Io stesso mi sono disaffezionato a Zora proprio per questo…“.
Su Sbam! nr. 2 (scaricabile gratuitamente qui) trovate la versione integrale dell’interessante intervento di Balzano e una cronistoria del fumetto “tascabile” degli anni Sessanta, da Diabolik in poi.

(Antonio Marangi)