Kathryn e Stuart Immonen, Moving Pictures, 138 pagine b/n, NPE 2011, euro 14,90

Ecco un’opera a fumetti che ci ha colpito piacevolmente, ben diversa dal classico fumetto di intrattenimento: si propone come un racconto intimistico e delicato che porta alla scoperta antiche vicende che coinvolsero la vecchia Europa più di 50 anni or sono. Moving Pictures è una storia psicologica edita dalla NPE, frutto del genio narrativo di Kathryn Immonen in coppia con il marito Stuart.
La vicenda è incentrata su Ila Gardner,  una giovane canadese che, dopo essersi recata in Francia per  approfondire gli studi, inizia a lavorare come catalogatrice in un museo parigino. Ogni idillio è destinato alla fine, cosi la serena esistenza di Ila viene sconvolta dall’opprimente giungere del secondo conflitto mondiale; la nostra protagonista deciderà di non ritornare in patria ma di unirsi ad un movimento partigiano clandestino che lotta per preservare e proteggere le opere d’arte dalle truppe naziste e dalla loro commissione per l’arte, un mezzo creato dai nazisti per saccheggiare le bellezze di mezza Europa.
Al vertice della  commissione vi è l’ufficiale Tedesco Rolf Hauptmann, personaggio dal carattere estremamente sfaccettato ma in alcuni frangenti realmente spietato. L’ufficiale tedesco incontra fortuitamente  la nostra  Ila e si sente subito  attratto dalla giovane, la quale però non prova certo gli stessi sentimenti. Il sottile equilibro viene spezzato quando Rolf scoprirà che Ila ha nascosto per conto di Marc (giovane esponente della resistenza e personaggio verso il quale Ila ha un certo debole) una ragazza ebrea nei sotterranei del museo. Approfittando di ciò, obbligherà la giovane studiosa canadese ad intraprendere una relazione con lui, pena la morte in caso di rifiuto; relazione che sembra un coltello appuntito nell’animo della protagonista.

Graficamente Stuart Immonen si allontana dal suo classico stile supereroistico che tanta fortuna gli ha portato nelle sue produzione firmate Marvel, ma punta su un disegno più spigoloso e sobrio. Questa scelta sembra appagare in termini di coinvolgimento psicologico il lettore, ma in alcuni punti sarebbe stato meglio ammorbidire il tratto per dare una maggiore assonanza tra storia e disegno; apprezzabile la distribuzione delle vignette e in particolare i numerosi campi larghi.

In conclusione si può affermare che Moving Pictures è una graphic novel particolare, che riprende vicende già ampiamente trattate dalla letteratura, dal cinema e anche dal fumetto, ma le elabora in una visione privata e le collega alla tutela dell’arte, considerata come baluardo dell’identità nazionale ed umane degli individui. Si tratta di una storia per palati fini, più inclini alla riflessione che al puro svago; un plauso va a Nicola Pesce Editore per il coraggio dimostrato nell’aver portato in Italia  un racconto cosi complesso e particolare. Per noi vale 8.

(Ivano Garofalo, PQ Editor)