La casa editrice modenese GP Publishing ripropone Durango, serie dei primissimi anni Ottanta, opera sia per i testi che per i disegni del belga Yves Swolfs. È un western di stile classico che più classico non si può, nemmeno col candeggio, in edicola da febbraio 2012 a 2,90 euro.
Fine Ottocento, tra le nevi del Wyoming. Il protagonista – evidentemente ispirato a Jean-Louis Trintignant nei film di Sergio Corbucci – è un pistolero dall’animo nobile, anche se si guadagna la vita come bounty killer: nel primo episodio, I cani muoiono d’inverno, giunge nel suo peregrinare alla cittadina di White Valley, alla ricerca di suo fratello. La cittadina è oppressa dal ricco e prepotente Mr Howlett che spadroneggia indisturbato tenendo la popolazione nel terrore. Tra le sue vittime proprio Harry, il fratello di Durango. Lo scontro con i bravacci del boss, capeggiati da Angus Reno, è qundi inevitabile…
La trama del secondo episodio, La forza dell’ira, ricorda invece a grandi linee il mitico Lo chiamavano Trinità, il film del 1970 con Bud Spencer e Terence Hill, anche se con risvolti molto più drammatici: è un Durango gravemente ferito e senza più l’uso della mano destra ad essere ospitato e curato nella casa del vecchio Sean, a due passi dalla comunità religiosa di Peacefull Church. Finché nella stessa comunità giunge una bandaccia di fuorilegge fuggiaschi e Durango è costretto a tornare in azione.
Il finale di entrambi gli episodi fa molto Lucky Luke: il cowboy solitario si allontana cavalcando verso il sole al tramonto…

La pubblicazione della GP è realizzata nel tipico formato bonelliano. Purtroppo però le splendide tavole di Swolfs sono realizzate su quattro strisce (e non sulle solite tre dei bonelliani “autentici”) e risultano quindi eccessivamente rimpicciolite alla lettura. Un vero peccato.

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