Parliamo di fumetto comico, quello a striscia autoconclusiva, nato per far sorridere, se non proprio ridere, qualche volta magari in modo amaro. Un genere forse un po’ desueto, al giorno d’oggi, americano più che europeo.  Ma non mancano notevoli, gradevolissime eccezioni.
Noi di Sbam! abbiamo avuto il piacere di scambiare due chiacchiere con Laura Stroppi, italianissima  autrice di una striscia davvero azzeccatissima (tutto issimo, insomma). Signore e signori, le tragicomiche vicende di Ghigo lo Sfigo alle prese con l’altra metà del cielo.

Ciao Laura, raccontaci di te, della tua carriera, dei tuoi lavori più importanti tra le quinte dello Spettacolo Disegnato.
Sono entrata nel magico mondo dei fumetti a 18 anni, nel lontano 1990, come apprendista e poi disegnatrice e autrice per le testate Lupo Alberto e Cattivik, allora edite da Macchia Nera.
Nel 1996 invento il personaggio umoristico Ghigo lo Sfigo che pubblico con diverse piccole case editrici fino al 2001, anno in cui mi prendo una piccola pausa, giusto il tempo di… riposarmi un po’.
Dopo circa una decina di anni, molto riposo e una laurea in archeologia, sono tornata a pubblicare Ghigo con un libro dal titolo omonimo edito da Ded’a Edizioni nel 2010. Da quest’anno Ghigo esce, a settimane alterne, sulla rivista Skorpio, edita da Aurea Editoriale. Una cosuccia di cui sono piuttosto fiera è l’aver vinto, grazie alla mia buffa creatura, due premi Fumo di China e un Premio IF come autrice emergente.
Nel frattempo lavoro anche con diverse case editrici come illustratrice umoristica.

“Chi è” Ghigo? Parlacene come fosse una persona.
Mi è sempre difficile parlare di Ghigo… Anche perché lo vedo come un mio alter ego a fumetti… per cui è un po’ come se parlassi di me e non so bene cosa dire.
Sicuramente è un modo, per me molto efficace, di reinterpretare il mio vissuto quotidiano con il senso dell’umorismo. E mi piace anche pensare che Ghigo non abbia un’età o un lavoro preciso.
Più che parlare di di lui come una persona, mi piace vederlo come una mia versione pupazzata, ecco. E più di qualsiasi cosa che potrei dire io, le strisce e le storie che lo vedono protagonista sono il modo migliore per conoscerlo!

Ghigo è un fumetto in formato strip comica, un genere non più molto diffuso dopo i fasti di un tempo. Come mai hai pensato Ghigo così? Quindi: quando-come-dove-perché è nato Ghigo?
Originariamente le storie di Ghigo erano lunghe! Ho cominciato a pensare a Ghigo in versione striscia con il tempo, per due motivi principali. Primo, io adoro la sintesi, sia nel disegno che nel testo. Fare Ghigo in questa nuova versione mi corrisponde di più e rende il mio lavoro più facile e divertente, per me almeno.
Sono poi dell’opinione che l’umoristico funzioni meglio con dei tempi narrativi brevi, quindi prediligo le strisce umoristiche. Ho cercato di dare a Ghigo uno spazio e una modalità di comunicazione ottimale per come vedo io il personaggio. Se poi non ci sono altri nuovi fumetti a strisce è un peccato. Mi piacciono molto anche da lettrice! Ad oggi pubblico saltuariamente alcune strip inedite su una mia pagina su facebook, e, a parte le strisce per
Skorpio, per ora non ho progetti per nuovi libri di Ghigo.

Sul numero 2 di Sbam! Comics è disponibile l’intervista nella sua versione integrale oltre ad alcune strip di Ghigo che Laura ha realizzato appositamente per la nostra rivista.