Un personaggio di contorno, senza parte attiva nelle vicende del Gruppo TNT (di solito, almeno), con apparizioni frequenti ma fugacissime, soprattutto nei primi anni della leggendaria serie di Magnus & Bunker: eppure De Suicidis è rimasto nella memoria di qualsiasi appassionato di Alan Ford. Anzi, nei referendum tra i lettori ha sempre “vinto il premio” come miglior caratterista della serie.
Un ometto apparentemente normalissimo, piccolo di statura e con grossi occhiali, il cui unico motivo di vita è… morire, possibilmente in modo violento. Ma per un motivo o per l’altro non riesce mai a suicidarsi, e questo aumenta a dismisura la sua frustrazione e il suo sentirsi un fallito. “Nghee nghee, sono un fallito, non riesco neanche a suicidarmi” è il suo tormentone.
Va molto vicino al suo intento nel numero 73 di Alan Ford del luglio 1975: uno scienziato pazzoide, il dottor Cancer, vuole dimostrare al mondo quanto male faccia il fumo e tenta esperimenti estremi, obbligando la sua cavia a fumare quantità iperboliche di sigarette. De Suicidis si propone volontario per l’esperimento, ma verrà salvato in extremis, suo malgrado, e il dottor Cancer arrestato. Da notare l’idea dei pacchetti di sigarette con la scritta “20 dosi letali – noi vendiamo la morte”, con decenni di anticipo sulle scritte obbligatorie in vigore oggi. Quei geniacci di Magnus & Bunker…