Garth Ennis, Darick Robertson, Fury: Peacemaker, 100% Marvel Max, Panini Comics 2011

Solitamente, quando esce un nuovo volume firmato dal “bad boy” del fumetto americano, ovvero quel Garth Ennis che i fan del Punitore e di Hellblazer conoscono bene, è un evento da non perdere assolutamente. Qui fa squadra con l’ottimo disegnatore Darick Robertson, portando avanti un sodalizio iniziato con Punisher: Born e proseguito con Fury: L’uomo che amava la guerra. A differenza delle loro precedenti opere, qui siamo alle prese con una storia dal taglio completamente differente: più pacato e misurato, con una maggiore ricerca del realismo.
Abbandonati il gore e la violenza estrema, Peacemaker vuole essere un affresco degli orrori della seconda guerra mondiale al di là della violenza tra esseri umani. Qui vengono evidenziate la dubbia moralità di quelli che dovrebbero essere i “buoni”, l’incredibile umanità dimostrata dai “cattivi”, la difficoltà nel prendere decisioni che potrebbero cambiare il corso dell’intera guerra… Tante idee, dunque, tanta carne al fuoco con ottimi disegni, ma… c’è un ma, anzi ce n’è più di uno. La prima cosa che fa storcere la bocca è il ruolo secondario che il protagonista ha nella vicenda: Fury c’è, ma c’è poco, non emerge mai, si fa fatica a dargli un ruolo da protagonista e, dato che questo è un volume dedicato a lui, ciò risulta molto strano. Poi la sceneggiatura è estremamente confusa: in più di un’occasione si ha l’impressione che sia una storia in cui poi sono stati infilati a forza personaggi noti del Marvel Universe, che si comportano come marionette in un contesto a loro non congeniale. Nella prima parte la narrazione è estremamente faticosa da seguire, ingarbugliata e con tanti, troppi personaggi da seguire. Nonostante la passione di Ennis per le storie di guerra, quindi, stavolta proprio non ci siamo e,dato anche il costo non contenutissimo del volume (13 euro, pubblicato come 100% Marvel Max, ovvero la linea “adulta” della casa editrice dell’Uomo Ragno, nata in seguito al grandissimo successo della Vertigo) non si può non bocciarlo. Resta altissima la fiducia per questa coppia di autori-disegnatori, capaci di regalarci, in passato, opere di tutt’altro livello: un errore può capitare a tutti.

Mattia Caruso