A molti degli albi Marvel/Panini Comics pubblicati in questi giorni sono allegati i fascicoli dell’iniziativa Marvel.1 (Marvel punto 1). E parliamo di tutti i grossi calibri Marvel: Thor, Wolverine, Spiderman, gli X-Men, Capitan America, Hulk, i Vendicatori, Iron Man, X-Force e i (quasi) neonati Vendicatori Segreti.

L’idea è aiutare i lettori poco pratici della continuity Marvel a “entrare” nell’universo Marvel: ed ecco quindi storie autoconclusive che danno (o almeno tentano di dare) una panoramica sul mondo dell’eroe protagonista. Non quindi l’ennesima riproposizione delle origini dell’eroe o il suo riammodernamento, ma un punto di partenza ottimale per cominciare a seguire da qui in poi le avventure del personaggio, senza incappare nella puntata di mezzo di una delle sempre più frequenti e complicate maxisaghe.
La nostra sensazione è che queste storie servano in realtà ad avvicinare sempre più la continuity Marvel tradizionale alla nuova continuity parallela creata dai film di questi anni, onde sfruttare il successo degli uni sugli altri. Perfettamente legittimo da un punto di vista commerciale, ma che fa storcere il naso ai Marvel-zombie di tutte le latitudini…

Comunque sia, Joe Quesada, nuovo editor in chief Marvel (o chief cretive officer, come si definisce adesso) ha spiegato così Marvel.1 (riportiamo il testo pubblicato nelle “Note” al numero 44 di “Iron Man e i Vendicatori”, in edicola adesso): “Se esistesse un Primo Comandamento dei Comics, sarebbe certamente il vecchio adagio di Stan Lee, quello che dice: ‘Ogni fumetto è il primo per qualcuno‘. Nel corso della nostra storia abbiamo sempre preso molto sul serio questa regola e ora abbiamo deciso di esaltarne il significato lanciando l’iniziativa Marvel.1. (…) Ognuna delle nostre collane avrà uno specialissimo numero ‘punto uno’, sia per offrire l’occasione ai fans di lunga data di dare un’occhiata a una serie che magari avevano trascurato, sia per fornire ai nuovi lettori interessati ai nostri fumetti e al nostro strepitoso universo un perfetto punto di partenza. (…) È quasi impossibile per me immaginare un mondo in cui vivono persone ignare di quello che succede nel Marvel Universe. Ogni fedele marvelliano dovrebbe regalare uno di questi albi a un amico, a un collega oppure a un perfetto estraneo incontrato per strada (…).