Stan Lee, Mark Waid, Chad Hardin, Stan Lee – The Traveler n. 1: Fuori dal tempo, Panini Comics 2011

Ultimamente ci eravamo abituati a vederlo soprattutto al cinema, il baffo sempre più ingrigito, nelle immancabili apparizioni-cameo che da qualche anno a questa parte caratterizzano ogni nuovo Marvel-film. Eppure, anche una leggenda vivente del fumetto può soffrire di nostalgia. Nostalgia verso un’epoca feconda e (probabilmente) irripetibile, che lo aveva visto ridefinire il concetto stesso di supereroe attraverso una serie memorabile di characters, destinati a diventare vere e proprie icone del moderno immaginario popolare.
Ecco perché, a 88 anni suonati, Stan Lee ha voluto rimettersi in gioco, tornando almeno per un po’ a fare quello che gli è sempre riuscito meglio. Non solo scrivere buone storie a fumetti, ma dare vita a universi narrativi complessi, governati da regole precise e da una propria rigorosa coerenza interna.

E così, dopo il controverso ibrido nippo-americano Ultimo, realizzato a quattro mani con Hiroyuki Takei, a convincere il «sorridente» papà dei Fantastici Quattro, dell’Uomo Ragno e di buona parte del cosmo Marvel a riprendere ancora una volta in mano la penna è stato un altro peso massimo dei comics Usa, quel Mark Waid che buona parte di voi ricorderà almeno per un paio di fortunati cicli di Capitan America, oltre che per la pluripremiata graphic novel Kingdom Come, ambientata in un ipotetico futuro in cui Superman, Batman e gli altri eroi della vecchia guardia DC si scontrano con una nuova generazione di giustizieri in costume.
Attualmente editor in chief della casa editrice indipendente Boom! Studios, Waid ha voluto affidarsi al carisma dell’inossidabile Stan per la creazione di un universo supereroistico nuovo di zecca. A oggi, ne fanno parte personaggi come Soldier Zero, Starborn e questo The Traveler, che Panini Comics presenta al pubblico di casa nostra nel primo di tre volumi non propriamente economici (11 euro per 96 pagine di fumetto!).
Scritto da Lee, sceneggiato dallo stesso Waid e disegnato dal plastico Chad Hardin, The Traveler ci introduce alle avventure di un viaggiatore temporale in tuta blu, cappuccio e mantello. Ci viene presentato come Kronus, ma non siamo affatto sicuri che sia il suo vero nome. Così come, almeno all’inizio, del tutto oscure appaiono le sue motivazioni: di certo si sa che è apparso dal nulla per salvare una donna in pericolo (non proprio il debutto più originale, per un supereroe…) e che le sue nemesi sembrano essere tre tizi in costume rosso che, insieme a lui, rappresentano le forze fondamentali dell’universo: spazio, tempo, materia ed elettromagnetismo.
Con il trascorrere delle pagine, scopriamo qualche dettaglio in più sul nostro protagonista. Anche se, al termine di questo primo volume, i punti oscuri rimangono parecchi. Nulla di male, ci mancherebbe. Anzi, tale incertezza potrebbe rappresentare un ottimo incentivo per presidiare la fumetteria più vicina in attesa della prossima uscita.
Però…
Però, diciamola tutta: una volta riposto The Traveler in libreria, la sensazione prevalente è quella di una buona occasione perduta. O, peggio ancora, di un’operazione commerciale furbetta, che usa il grande nome in copertina come specchietto per catturare una manciata di lettori/allodole in più.
Non che il fumetto sia brutto, per carità. Il ritmo narrativo, pur con qualche caduta, regge, i dialoghi sono (ovviamente) ben scritti e i disegni di Hardin si dimostrano adeguati alla bisogna.
Tutto ineccepibile e professionale, insomma. Un compito in classe da sufficienza piena. Ma, mi si perdoni la metafora calcistica, se pago il biglietto (salato) per vedere duettare Maradona (Lee) e Messi (Waid), mi aspetto qualcosa di più di un paio di buoni palleggi.
Mi aspetto emozione, ispirazione, meraviglia, poesia. Mi aspetto arte, non semplice “mestiere”.
E di arte, in questo The Traveler, almeno per ora se ne vede davvero pochina…

(Marco De Rosa)