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LA RIVISTA DIGITALE PER FUMETTOMANI E ASPIRANTI FUMETTISTI

Sbam! Comics

Autori

Affamati di fumetti. Al punto da elevare questa fame al rango di… ragione sociale della loro associazione culturale. Fame Comics (letto così come si scrive, non confondetevi!), infatti, esiste da ben quindici anni, con il dichiarato scopo di soddisfare la gran voglia di fare fumetto dei suoi iscritti, realizzando una bellissima esperienza di autoproduzione .
Sì, la passione è fondamentale perché con l’autoproduzione non si guadagna” ci ha spiegato Melinda Bertolo durante il nostro incontro. “Ogni tanto qualche volume funziona abbastanza bene da permetterci di coprire quelli che magari hanno meno fortuna, e anche le spese per partecipare alle fiere di settore”. “In cambio però” ha aggiunto Roberto Romani, “riusciamo a portare avanti la nostra passione, a produrre i nostri fumetti, a vederli in mano alla gente. E quando qualche lettore ti dice che il tuo lavoro gli è piaciuto, è una grande soddisfazione!”.
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Una tavola dell’opera di Mirella dedicata alla sua esperienza in Ghana, uscita a puntate su “Il Giornalino” nell’estate 2012. Mirella ha realizzato sia i testi che i disegni in stile graphic journalism

Illustrazione e fumetti con un taglio su misura per il pubblico dei ragazzi: abbiamo incontrato Mirella Mariani per farci raccontare la sua attività in questo settore, le difficoltà e le soddisfazioni che le vengono dal realizzare uno dei suoi fumetti – non ultimo un ottimo esempio di graphic journalism – o un libro illustrato.

Parlaci dei tuoi esordi: come ti sei avvicinata al fumetto, quali sono stati i tuoi maestri?
Dunque, nonostante il fumetto sia stato il mio primo amore di bambina (leggevo Topolino, Il Giornalino e Corriere dei Piccoli) i miei studi da disegnatrice si sono poi concentrati sul mondo dell’illustrazione. Finora ho infatti lavorato prevalentemente come illustratrice per bambini e ragazzi, mentre nel campo dei fumetti sono praticamente autodidatta. Qualche anno fa mi è stata offerta l’occasione di disegnare il mio primo fumetto per bambini per la rivista GBaby della San Paolo: le storie di Camilla, una gallina viaggiatrice che in ogni puntata incontra un animale diverso, di una precisa parte della mondo. All’inizio ho fatto un po’ fatica, come in tutte le cose nuove, soprattutto perchè non avevo mai lavorato sulla base di una sceneggiatura; ma è una collaborazione di cui sono felicissima.

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Claudio Nizzi, uno dei più prolifici sceneggiatori della storia del fumetto, ha ripercorso con noi i suoi cinquant’anni di attività: dal Vittorioso al Giornalino a Bonelli, dal poliziesco (il tenente Marlo, Rosco & Sonny, Nick Raider…) all’avventura pura (Capitan Erik, Steve Damon, Mister No…) alla riduzione a fumetti dei grandi classici (I Promessi Sposi e molti altri), dall’umoristico (Piccolo Dente, Leo Pulp, Nicoletta…) al grande western (Larry Yuma e – soprattutto – Tex). Ma l’elenco potrebbe e dovrebbe essere molto più lungo, soprattutto se consideriamo anche la sua produzione di novelle e racconti. Ecco un estratto della nostra intervista che potrete leggere integralmente scaricando da qui (gratuitamente) il nr. 9 di Sbam! Comics, la nostra rivista digitale.

Come è nata la sua passione per la scrittura?
Iniziai ad appassionarmi alla lettura quando avevo circa 15 anni: ero nato in Algeria, poi la mia famiglia era tornata in Italia prima della guerra, in un piccolo paesino prima di trasferirsi a Roma, quando io avevo appunto 15 anni.
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Claudio Motti nasce nel 1957 e si diploma nel 1976, presso l’Istituto d’Arte di Modena. I “personaggi” che popolano le strisce della sua serie ARTown sono tratti da opere d’arte di artisti famosi di tutte le epoche: estrapolati dalle loro celeberrime tele, vengono scaraventati da Motti nella  quotidianità del giorno d’oggi, tra rapporti interpersonali e rimandi al mondo dell’arte; il tutto percorso da una vena trasversale di “sano” cinismo. Alcune di queste particolarissime strip sono disponibili su Sbam! Comics nr. 9, scaricabile liberamente da qui.

Scarica gratis QUI l’ultimo numero di Sbam! Comics,
la nostra rivista digitale SUI fumetti e A fumetti.

Dopo il successo ottenuto anche in Italia da The Walking Dead, ecco un altro fumetto proposto da Robert Kirkman, questa volta nelle vesti di editore, che siamo sicuri non deluderà le aspettative: Witch Doctor. Non è, infatti, un caso se Kirkman ha scelto proprio questa serie per inaugurare nel 2010 Skybound, etichetta da lui creata all’interno di Image Comics. “In ogni pagina si incontra un personaggio nuovo, si visita un posto diverso, si viene introdotti a un nuovo concetto” ha scritto Kirkman nella introduzione al primo volume di questa nuova serie, intitolato Sotto i ferri, distribuito in Italia da saldaPress. “E, secondo la mia modesta opinione, in questa serie è tutto dannatamente avvincente. Quello che state per leggere è uno straordinario capolavoro realizzato da due creatori dotati di molto talento, Brandon Seifert e Lukas Ketner”.
Per il vostro diletto, noi di Sbam! Comics abbiamo intervistato Seifert (sceneggiatore) e Ketner (disegnatore) per saperne di più sul Dr. Morrow, “stregone” a metà tra Dr. House e Dr. Who, e per conoscere la loro storia: dalle prime autoproduzioni distribuite gratuitamente online al passaggio a una casa editrice di successo.

Come è iniziata la collaborazione tra voi?
Brandon: Ho incontrato Lukas nel 2007. Entrambi volevamo lavorare nel mondo dei fumetti, così abbiamo deciso di “collaborare” e realizzare un breve fumetto da inserire nel nostro portfolio. L’idea su cui abbiamo iniziato a lavorare era Witch Doctor: ci siamo resi conto che era un concetto solido e che potevamo trasformarla in una vera e propria serie.
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Nato e cresciuto a Treviso, vive praticamente senza orari. Dorme molto poco. Qualcuno sostiene che non dorma affatto. Ama donne, birra e vino. Tutti vizi che poi smaltisce con folli allenamenti, correndo tra le campagne della bassa padana e sollevando pesi sul terrazzo di casa. Ex (ma non troppo) musicista. Tra concerti e dischi, lavorava come illustratore per covers e design di varie produzioni musicali, e realizzava grafiche pubblicitarie e illustrazioni per le Edizioni Canova. Tra il 2009 e il 2011 ha frequentato il serale della Scuola del Fumetto di Milano, per la quale successivamente realizza alcune storie brevi. Per la Menhir Edizioni, ha disegnato le matite del numero 8 del bimestrale noir Il Morto, e qualche storia breve per la rivista Ink. In questo momento probabilmente è sveglio e sta bevendo. Tra poco andrà a correre.
A Sbam! Comics ha inviato l’interessantissimo racconto Buio sulla strada, che potete leggere sul nr. 9 della nostra rivista digitale, scaricabile gratuitamente da qui.

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la nostra rivista digitale SUI fumetti e A fumetti.

Una realtà editoriale piccola ma dinamica e propositiva, che è riuscita a dare risalto a molti giovani autori (tra cui Michela Cacciatore ed Elena Mirulla), tenendo un occhio sul mondo del collezionismo. Propone infatti un periodico a fumetti come Cronaca di Topolinia, ormai ben noto tra gli appassionati e nato come rivista dell’associazione Gli Amici del Fumetto, svariate graphic novel (Cronaca Comics), guide per il collezionismo, volumi monografici (tra cui Sexy Tales, Gabbia dorata, Eternopolis, Than Dai, Avalonia, Vampire’s Tears e altri) e i volumi della serie Gli Albi di Cronaca di Topolinia che raccolgono grandi classici, da vari personaggi Bonelli a Diabolik, da Martin Hel a Pepito El Drito e Topolino. Abbiamo incontrato Salvatore Taormina, fondatore e direttore di questa Casa editrice, che è pure molto attiva nelle fiere di settore.

Quando e come è nato Cronaca di Topolinia? Quale era l’idea alla base del progetto?
Era il 1989 (nel 2014 quindi festeggeremo degnamente i 25 anni!), e nel frattempo ne sono successe di cose… Si partì con quattro fogli (mal fotocopiati) in croce e tanta voglia di fare, in particolar modo di parlare di collezionismo, dando delle indicazioni di prezzi e rarità…

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Non è una cosa che capita tutti i giorni: incontrare un maestro del fumetto internazionalmente riconosciuto come Yoichi Takahashi, mangaka di fama mondiale nella sua qualità di autore di Captain Tsubasa. O di Holly & Benji che dir si voglia. Alla Sbam-redazione è successo nell’ambito di Milano Manga Festival (vedi), quando il sensei si è intrattenuto con i suoi fans, firmando autografi, rispondendo alle domande e lasciandosi fotografare con loro, nelle sale di Wow Spazio Fumetto. Nel ruolo di interprete e moderatrice, la brava Stefania Viti (che ancora ringraziamo), a fare gli onori di casa il direttore di Wow, Luigi F. Bona, e tutto il valente staff del Museo del Fumetto. Davanti a tutti: la folla di appassionati, che già un’ora prima dell’evento si accalcava davanti all’ingresso.
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Andrea Freccero, genovese, è da un quarto di secolo al lavoro tra Topolinia e Paperopoli, realizzando storie a fumetti, illustrazioni e copertine. Ecco, appunto, copertine: proprio a lui è stata affidata una cover già destinata alla storia: quella del numero 3000 di Topolino, la testata che di recente ha compiuto 80 anni (vedi) e che ha segnato le letture di praticamente tutti gli italiani.
Un grande onore (meritato!) e una grande responsabilità per Andrea, che l’ha subito scritto sul suo blog: “La cover 3000 era, nella mia testa, disegnata da Giorgio Cavazzano o Massimo De Vita, insomma, da uno dei grandissimi di sempre. Potrei citare almeno un’altra decina di nomi. E così credo fosse nella testa di tutti. Quando mi comunicarono dalla redazione di realizzare un paio di proposte quasi non ci potevo credere. Ho iniziato a lavorare per Topolino che avevo vent’anni, iniziai a leggerlo che ne avevo cinque, potete immaginare benissimo cosa rappresenti per me. Ebbene, dovevo disegnare il vestito per la festa, un onore enorme… ma anche una grande responsabilità”.
Per saperne di più, noi della Sbam-redazione abbiamo avuto il piacere di parlare del dietro le quinte direttamente con Andrea.

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Michela è dietro il tavolo dello stand di Cronaca di Topolinia durante il Festival del Fumetto di Novegro a Milano. Ma l’avevamo incontrata allo stesso modo anche all’ultima Lucca. È impegnatissima sulle sue tavole e i suoi disegni non mancano di attirare l’attenzione dei visitatori della manifestazione. In molti sono ancora colpiti nel vedere un’autrice donna impegnata sul genere erotico, che tradizionalmente ha un pubblico maschile. Ma è davvero così “strano”? La parola a Michela Cacciatore.

Ciao Michela, raccontaci come hai cominciato.
Ho sempre disegnato. Tanti anni fa, quando ero ancora bambina, vendevo fotocopie dei miei disegni nelle fiere di paese. Poi ho preso contatto con alcune fanzine, sono arrivate le prime piccole commesse e via così. Intanto, ho fatto un anno alla Scuola Romana dei Fumetti, poi ho studiato Arte all’università. Da poco più di quattro anni sono fumettista professionista.

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