Ah, i nostri eroi di carta! Fortunelli loro, che non invecchiano mai e vivono sempre nel presente, tra un’avventura e l’altra.
Prendiamo Tex: tanto intensa è la sua vita, che rari sono gli attimi in cui può sedersi attorno a un fuoco con noi lettori, davanti ad una bella tazza di caffè nero e fumante a raccontarci del suo passato.

Per cui, quando si presenta un’occasione come Il magnifico fuorilegge (Tex Speciale nr. 32, 240 pp. in b/n, brossurato, Sergio Bonelli Editore, € 6,90) è bene riporre il winchester  e sedersi intorno al falò: è il modo migliore per prepararsi ad un lungo ed emozionante racconto.

In questo nuovo appuntamento con il tradizionale specialone estivo, facciamo un salto indietro nel tempo di una trentina d’anni rispetto alle storie attuali: vediamo quindi un Tex poco più che ventenne, fuorilegge “per scelta” dopo aver vendicato il fratello Sam… I capelli sono più lunghi rispetto ad oggi, ma i tratti più “puliti” non servono a coprire un caratteraccio ed una spavalderia niente male, oltre che (ma di questo non dubitavamo) una mira invidiata anche da cowboys ben più esperti di lui.

Il giovane Willer è qui impegnato in una classicissima avventura western: la storia si apre con il nostro eroe inseguito (più o meno la stessa situazione raccontata nel mitico numero 1 e iniziata con la celebre «Per tutti i diavoli! Che mi siano ancora alle costole?») da un gruppo di vigilanti privati, che sono sulle sue tracce in quanto fortemente indiziato di una rapina (con annesso omicidio) a danno di alcuni cercatori d’oro. Inutile dire che Tex è innocente: peccato che le prove siano tutte contro di lui.
Inizia così una serratissima caccia all’uomo, che parte dalla malfamatissima cittadina di Robbers’ Nest per arrivare a…

Ci fermiamo qui: andare avanti significherebbe rovinarvi la lettura di questo gioiellone (viste le dimensioni) della produzione nostrana, sicuramente (insieme a Jethro) una delle migliori storie di Tex dell’ultimo biennio.
I motivi? Presto detti. Da un lato, è evidente l’omaggio (molto ben fatto) al Tex dell’epoca che fu, con tante citazioni (dall’esclamazione d’esordio, molto simile a quella del 1949, alla copertina che ricorda quella del mitico n. 200, oltre a tante altre chicche sparse qua e là), ritorni (Dinamite!) e soluzioni narrative che, seppur narrate ovviamente in chiave moderna, non possono che farci tornare all’epoca in cui c’era un po’ più di ingenuità (ma anche di magia) nelle storie. Per esempio, pensiamo alla mitica Robbers’ Nest, letteralmente Nido dei banditi: non ricorda anche a voi quelle città dai nomi altisonanti e sinistrissimi che solo G.L. Bonelli sapeva inventare?Dall’altro lato, come detto, la storia strizza decisamente l’occhio al western più classico (seppur “contaminato” dal giallo): il duello nella main street (con annesso agguato scampato per un soffio), la rissa nel saloon dopo aver gustato un buon whisky, le improbabili alleanze tra bandidos e pistoleri, le sparatorie “uno contro venti”, il racconto intorno al fuoco…

Insomma, Mauro Boselli e Stefano Andreucci (autori, rispettivamente, di storia e disegni) ci regalano un’ottima storia, di quelle che, non appena finita la lettura, ti fa venir voglia di ricominciare da capo: magari solo per vedere se, in qualche angolo della tavola, spunta un pesciolino come nelle didascalie di una volta…

(Roberto Orzetti)

P.S. Di seguito, il video-trailer del volume.

 

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