Fu il primo degli X-Men. Ergo, è quello che ne ha passate più di tutti, per forza di cose. Povero Ciclope. Ha combattuto ai quattro angoli del globo e anche nel cosmo (aveva pure un papà che più cosmico non si poteva), con non infrequenti incursioni in realtà parallele (in quella dell’Era di Apocalisse era pure guercio e cattivo). Ha visto morire il professor X (più volte, l’ultima delle quali per colpa sua) e molti altri compagni d’arme, ha visto friggere la sua amata da un’entità cosmica per poi sposarne il clone (dell’amata, non dell’entità), fino a cadere tra le braccia di una ex-cattivaccia. È stato il capo dei mutanti per lunghissima pezza, almeno fino a quando i vari Wolverine e Tempesta hanno cominciato a insidiarne il primato. Questione di popolarità, cioè proprio quella che ha sempre difettato al povero Scott Summers, passato dal bravo-bambino-con-la-faccia-da-secchione degli esordi all’individuo complessato e scostante – per quanto sempre più potente – dell’ultima era, quella che lo ha visto con una grossa X sulla faccia in luogo dello storico visore e soprattutto sempre più isolato dai colleghi, tra Scisma e litigi assortiti (anche se qualcuno si è chiesto se per caso non avesse ragione lui, anche tra i lettori).

Tutto questo fino alle Secret Wars e relativi sconvolgimenti, passati i quali abbiamo saputo il Nostro essere defunto. Come, dove e perché non era dato sapere. Semplicemente, passata la tempesta, la Marvel ci aveva infatti ripresentato i vari eroi otto mesi dopo gli eventi, lasciandosi così un margine di mistero e uno iato temporale che potrà essere sfruttato (speriamo sapientemente) dagli autori per i prossimi eoni.

Tanto per cominciare, ecco l’albo che ci rivela la verità, tutta la verità sulla scomparsa di Ciclope.
All’inizio, troviamo il nostro amico dai raggi ottici alle prese con la peste-M, quella provocata dalle nebbie terrigene inopinatamente disperse dagli Inumani nell’atmosfera terrestre. Il loro scopo era quello di rivelare i poteri degli Inumani latenti sul pianeta; il rovescio della medaglia è stato che le nebbie medesime riducono in polpette chi ha il gene X. Ce n’è abbastanza per mettere in conflitto le due razze, ambedue iperpotenti.
Tra chi cerca la soluzione diplomatica (Medusa, Tempesta, la Bestia…) e chi invece ha idee decisamente più cruente (Freccia Nera, Emma Frost e – toh! – Magneto), la prima capoccia a saltare è proprio quella di Scott Summers. E la guerra Inhumans vs X-Men è all’orizzonte…

Potrete sapere tutto leggendo La morte di X, preludio alla nuova guerra, proposta su Marvel Miniserie nr. 184 (giugno 2017, 136 pp. a colori, Panini Comics, € 6,00) e affidata alla penna del duo Jeff Lamire & Charles Soule e ai disegni di Aaron Kuder, Javier Garròn e Kenneth Rocafort.

Povero Ciclope…

(Antonio Marangi)

 

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