C’è il giovane Hulk, Amadeus Cho. E c’è il giovane Nova, Sam Alexander. E la nuova Miss Marvel, Kamala Khan. C’è anche lo Spider-Man alternativo, Miles Morales, quello proveniente dall’universo Ultimates. E poi la figlioletta di Visione, Viv Visione, quanto mai inquietante. Ma non basta: sono in arrivo anche Ciclope (quello giovanissimo, proveniente dal passato) e forse pure il nuovo Falcon, la nuova Wasp, la nuova Iron Man, cioè no, Iron Heart, e la giovanissima Moon Girl.

Tutti nuovi, tutti giovani, tutti freschi, stufi del modo con cui i “grandi” (gli Avengers, mica i tre porcellini…) trattano i problemi, e ben decisi a fare gli eroi sul serio, al servizio della gente, picchiando i cattivi.
Sono giovanissimi, quindi al passo con i tempi: chattano, combattano con lo smartphone in tasca (difficile pensare di vederlo fare a Capitan America), usano i social…

È la nuova generazione di eroi, anche se hanno tutti nomi vecchi, vecchissimi, spesso addirittura degli esordi della Marvel dei primi anni Sessanta. Una dicotomia interessante, figlia dell’evidente tentativo di portare al pubblico giovanissimo (pure lui) gli eroi più tradizionali, ma forse anche dell’incapacità di pensare qualcosa di veramente nuovo.
In fondo, non è molto diverso da ciò che decenni fa portò all’ideazione di personaggi quali Bucky al fianco di Capitan America o di Robin a quello di Batman, fotocopie dell’eroe (sebbene inferiori all’eroe, che tale doveva rimanere, uno e solo), ma in cui il lettore-bambino poteva più facilmente identificarsi. Come lo stesso lettore potrà fare oggi leggendo le imprese di Amadeus Cho, personaggio molto più smart e infinitamente meno drammatico di Bruce Banner. Infatti è sì Hulk, ma fichissimo.

Tutti insieme, questi ragazzi costituiscono l’annunciato gruppo dei Champions, chiudendo il cerchio: anche il nome è vecchio, visto che negli anni Settanta fu appannaggio del team di Los Angeles capitanato dalla Vedova Nera e che annoverava Ercole, l’Uomo Ghiaccio, l’Angelo e Ghost Rider.

Con questa premessa, capirete con quale riluttanza il vostro amichevole Sbam-recensore di quartiere si è accostato alla lettura di Champions nr. 1 (8 giugno 2017, Panini Comics, 32 pp a colori, € 1,00 prezzo lancio), testi di Mark Waid, disegni di Humberto Ramos, chine di Victor Olazaba e colori di Edgar Delgado.
E invece – sorpresa delle sorprese – la storia funziona bene. Molto bene. Niente di nuovo sotto il sole, i punti di partenza sono già stati più che sfruttati anche da superclassicissimi del Fumetto supereroico. Eppure la lettura è godibile, le trovate divertenti, i disegni mangosi, ma non troppo.
Uno dei migliori prodotti proposti ai Marvel fans nell’ultimo periodo. Ottima perfino per farli riprendere dopo Civil War II

(Domenico Marinelli)

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