I libri e i saggi di storia del Fumetto sono unanimi: Wonder Woman, creata nel 1941 da William Moulton Marston (in arte, Charles Moulton) e dal disegnatore H.G. Peter, è uno dei primissimi casi in assoluto di “potere al femminile”, in un mondo delle Nuvolette (e non solo) ancora totalmente maschio-centrico.
Ben lungi dall’essere la classica damigella in pericolo, Moulton la scaraventò appena “nata” sui campi di battaglia della Seconda Guerra Mondiale, al fianco (ovviamente) dell’esercito americano, con tanto di stars&strips pitturate sul succinto costume da battaglia. Tra i tanti eroi-combattenti del Fumetto dell’epoca, c’era anche lei, e in primissima linea.
Ce n’era più che abbastanza per renderla un’icona del femminismo, come infatti avvenne.

Cosa c’è di tutto questo nel nuovissimo film, fresco fresco nelle sale di tutto lo Stivalone, dedicato all’eroina dai bracciali d’oro? Molto, davvero molto.

Sì, perché il cinecomic diretto da Patty Jenkins – nonostante sia uno dei film preparatori al DC-Comics-mega-cine-evento-Justice-League presto in arrivo, sulla scia dei vari Batman v Superman e Suicide Squad – si basa proprio sull’eroina versione degli esordi, non sulla Wonder Woman di oggi. Con solo qualche differenza e qualche licenza più o meno poetica, a cominciare dalla guerra mondiale cui partecipa, che è la Prima e non la Seconda.

La trama prende l’avvio da una azzimata e imbellettata Diana Prince (Gal Gadot) che esamina dei documenti e ne estrae quella vecchia foto, intravista già in Batman v Superman, che la ritrae tra le rovine fumanti di un campo di battaglia, attorniata da impolverati soldati.

Come fosse un commosso nonnetto alle prese con le sue memorie di guerra, osservando l’istantanea, la fanciulla prende a rievocare il suo passato, in un paio d’ore abbondanti di film in flashback, partendo addirittura da quando era una bambina sull’isola di Themyscira, attorniata da potentissime amazzoni che si preparano da sempre alla guerra. Create da Zeus in persona per contrastare il male assoluto incarnato da Ares, è loro sacro dovere essere sempre pronte alla battaglia, qualora il mostro dovesse ripresentarsi sull’uscio di casa.
Nell’attesa, sull’uscio medesimo piomba invece il giovin capitano Steve Trevor (Chris Pine): ohibò, un uomo, nel senso di maschio, qui tra le Amazzoni. E che per di più reca notizie cupe: il mondo intero è in guerra! Ma allora devo intervenire subito, esclama Diana, spadone in mano e scudo-Capitan-America-style in pugno. E anche se mammà (la regina Hippolyta, Connie Nielsen) non vuole, lei si imbarca lo stesso col bel soldatino e piomba tra le trincee…

Gal Gadot riempie la scena in modo eccellente: il physique du rôle non le difetta certo, con le armi in pugno si destreggia assai bene e si dimostra a suo agio anche nelle parti più “riflessive”. Il punto è che è proprio sempre sulla scena, per una trama linearissima, senza deviazioni o sottotrame di alcun genere e con ben pochi colpi di scena, se non prevedibilissimi.
Il difetto più evidente della pellicola è proprio questo: ahinoi, è davvero scontato.

Di contro, è spettacolare quanto basta, con le dirompenti scene d’azione e la superbattaglia finale contro… (no, non ve lo diciamo, ma se indovinate vincete al massimo una mentina).
Scene già viste? Certamente sì, ma stiamo pur sempre parlando di un cinecomic supereroico. Troppo simili a Captain America il primo vendicatore (oltre tutto, Trevor si chiama… Steve, e la sua vicinanza all’opera dello scudiero Marvel non si limiterà a questo)? Ancora sì, ma i film di guerra sono film di guerra.
Un capolavoro? Certo che no, ma si è visto di molto peggio, e comunque è una pellicola che ha anche l’indubbio merito di far scoprire (o riscoprire) nel modo migliore una colonna della storia del Fumetto.

Solo una cosa davvero non si può perdonare alla volenterosa Patty Jenkins: i numerosi, abominevoli!, riferimenti banal-politically-correct disseminati qua e là, dal confronto uomo-donna al dramma degli Indiani d’America (!), dal razzismo alla… soluzione di tutti i mali del mondo (!!!), che Diana stessa enuncia nell’ultima scena del film, prima di svolazzare verso i titoli di coda (dopo i quali, occhio, non c’è nessuna scena aggiuntiva)…

(Antonio Marangi)

Wonder Woman – Regia: Patty Jenkins – Con Gal Gadot (Diana Prince/Wonder Woman), Chris Pine (Steve Trevor), Robin Wright (Antiope), David Thewlis (Sir Patrick), Elena Anaya (Maru/Dottor Poison), Danny Huston (Erich Ludendorff), Connie Nielsen (Hippolyta)-  USA, 2017 – Uscita: giovedì 1 giugno 2017 –  Warner Bros Italia.

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