Comincio con una premessa: pur avendone viste (e lette) di cotte e di crude, non sono un patito di alieni, mostri spaziali e sci-fi horror in generale. Il preambolo è doveroso per farvi capire che forse, su qualche punto di questa recensione, buona parte dei lettori potrebbe saperne molto più di me.
E allora come mai vi parlo di un fumetto che tratta tutti i generi di cui sopra? Semplice. Perché, come da abitudine della vostra rivista preferita (di cui è uscito da poco il nuovo numero, scaricabile qui!) qui si parla solo di fumetti che ci sono piaciuti. E questo, dopo aver arraffato e sfogliato la copia in anteprima, mi è piaciuto veramente molto!

Ecco quindi Aliens – nr. 1, 48 pp. a colori, brossurato, saldaPress aprile 2017, € 1,90 prezzo di lancio (le uscite successive € 3,20) – che ritorna nelle edicole sotto l’egida della Dark Horse con una miniserie di 6 uscite targata saldaPress, che ci terrà compagnia a partire dal prossimo 7 aprile ospitando la miniserie Defiance.

Un lancio in grande stile, preannunciato qualche settimana fa dai Saldatori, e che si preannuncia come uno dei piatti forti della loro produzione per questo 2017.
Eh già, perché, accanto alla serie “da edicola” (nel formato mini-brossurato tipo Manifest Destiny  o Ghosted), partiranno tutta una serie di volumi da libreria (il primo sarà Prometheus, su cui torneremo) che ci apriranno le porte a quello che è stato ormai ribattezzato Aliens Universe.
Il tutto culminerà poi l’11 maggio, quando nei cinema italiani sbarcherà l’atteso nuovo capitolo della saga, Alien: Covenant (di cui trovate il trailer a fine post).
Insomma, il 2017 resterà di sicuro negli annali per i fan della saga creata da Ridley Scott nel 1979, cui sono seguiti film, romanzi, fumetti e videogiochi a dar vita ad un universo decisamente complesso da seguire, ma altrettanto affascinante.

Questo primo numero ci porta dritti dritti in missione con Zula Hendricks, unica donna (e per giunta afroamericana) membro di una squadra di recupero di navi spaziali al comando della Weyland-Yutani Corporation. Navi che però trasportano equipaggi del tutto particolari: pericolosissimi xenomorfi che la società vuole (come da copione) sottomettere per scopi non sempre coincidenti con il benessere della razza umana. Ma ogni missione nasconde delle incognite, e Hendricks lo sa bene: specie quando hai a che fare con creature tutt’altro che mansuete…

Due parole sul team d’autori: ai testi troviamo Brian Wood (apprezzatissimo autore di tante serie indies, tra cui spiccano, sempre per Dark Horse, Conan e The Massive), la cui narrazione è semplice e diretta, non noiosa e (soprattutto) tarata per i novizi. La storia presenta i infatti protagonisti in modo chiaro e senza troppi rimandi alla “saga madre”: in questo modo il lettore non deve fondersi il cervello recuperando conoscenze pregresse, e si può godere la lettura al pari di un veterano. Sembra una cosa ovvia, ma chi legge i fumetti delle major non ha sempre queste agevolazioni…

La parte grafica è invece affidata a Tristan Jones, giovane autore australiano (che ha lavorato anche su Ghostbusters della IDW), dallo stile molto interessante: il suo tratto, sporco quanto basta, risalta per un uso quasi ossessivo dei primi piani (tanto espressivi quelli umani quanto vuoti e terrorizzanti quelli artificiali) e si fa apprezzare ancor di più negli ambienti chiusi, opprimenti al punto giusto per trasmettere inquietudine.

(Roberto Orzetti)

P.S. Nota di merito per i ragazzi di saldaPress: che bello, finalmente, vedere un albo con dei redazionali degni di questo nome. Sarà che noi italiani siamo tradizionalisti, ma certi albi “vuoti” proprio non ci vanno giù…

 

 

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