Di Topo Maltese – Una ballata del topo salato si è già detto e scritto molto. In particolare si è sottolineato come, con questa storia, Topolino e Disney Italia abbiano voluto celebrare degnamente i cinquant’anni del Corto Maltese di Hugo Pratt. E, contemporaneamente, dare il via ai festeggiamenti per il mezzo secolo di carriera del maestro Giorgio Cavazzano.

A noi di Sbam!, però, piace anche salutarla come l’ennesima, eccellente parodia disneyana firmata dallo sceneggiatore Bruno Enna, ormai assurto al ruolo di specialista assoluto del genere grazie a una serie di titoli memorabili quali Dracula di Bram Topker, Lo strano caso del Dottor Ratkyll e di Mister Hyde e Duckenstein, tutti realizzati in coppia con il disegnatore Fabio Celoni. L’abbiamo quindi intercettato per chiacchierare di questa sua ultima fatica e, più in generale, per farci spiegare che cosa bolle in pentola nel sempre più prolifico mondo delle parodie Disney.
Trovate il resoconto della nostra chiacchierata nell’ampio servizio che abbiamo dedicato alle parodie Disney su Sbam! Comics nr. 32, la nostra rivista digitale scaricabile liberamente da QUI: qui di seguito, vene anticipiamo un estratto.

Buongiorno Bruno, e bentornato su Sbam! Comics. Partiamo da Topo Maltese: che cosa hai provato a misurarti con un maestro della Nona Arte del calibro di Hugo Pratt?
È stato tutto sommato semplice, dato che sono da sempre un grande appassionato di Pratt, di Corto Maltese e, in particolare, di Una ballata del mare salato. Si tratta infatti di una storia che ho letto per la prima volta da ragazzino e che, nel campo dei fumetti, ha segnato per me il passaggio all’età “adulta”. Prima leggevo solamente Topolino e il Giornalino, poi un giorno mio fratello ha portato a casa una copia della Ballata e io ne sono rimasto letteralmente folgorato, come credo succeda a tutti coloro che, a quell’età, incontrano il fumetto giusto al momento giusto. Pensate che in studio conservo ancora quell’albo, ormai consumato, scarabocchiato e con la copertina strappata, visto che con i miei fratelli ce lo contendevamo per leggerlo.
Insomma, avrete capito che, quando mi è stato chiesto di realizzare proprio questa parodia, quasi non ci credevo. Poi, lo ammetto, è subentrata un po’ di preoccupazione: perché una cosa è affrontare la parodia di un romanzo come Dracula o Il dottor Jekyll e mister Hyde, altro è misurarsi con una storia come questa, che per chi legge fumetti rappresenta davvero un capolavoro assoluto e inarrivabile. Per fortuna però poco dopo mi hanno detto che l’avrebbe disegnata addirittura il grande Giorgio Cavazzano… così mi sono subito tranquillizzato!

Disney, da sempre, produce parodie di romanzi e film di successo. Ultimamente, però, leggiamo spesso parodie di altri fumetti, in alcuni casi anche “parodie delle parodie” (si pensi, per esempio, al Topolinix di Faraci & Ziche): è una nuova fase creativa?
È una precisa richiesta che la redazione rivolge a noi autori. Ciascuno poi, partendo da questo input, affronta la parodia a modo suo. Certo, parodiare un fumetto può non essere semplice, anche perché in alcuni casi, come hai detto, si tratta di fare la “parodia della parodia”. Con quest’ultima storia, però, tutto mi è venuto abbastanza naturale, avendo scelto di approcciare la Ballata come se fosse un romanzo. Cosa che peraltro è a tutti gli effetti: un vero e proprio romanzo, seppure disegnato.

Parliamo dei casting dei personaggi: perché Topo Maltese e non Papero Maltese?
In effetti ne abbiamo discusso. Inizialmente, anzi, si era pensato ai Paperi, anche perché anni fa Cavazzano aveva realizzato un meraviglioso schizzo proprio di Papero Maltese. Però, quando mi è stato chiesto di misurarmi con la Ballata, non ho potuto fare a meno di immaginarmi fin da subito un cast di Topi. Perché tutti si prestavano perfettamente alle esigenze narrative della storia, perché la sinergia tra Topolino e Gambadilegno ricalcava quella tra Corto Maltese e Rasputin, perché Minni poteva essere un’ottima Pandora… e inoltre, diciamolo: chi meglio di Macchia Nera per interpretare il Monaco?
C’è poi un altro aspetto da considerare: utilizzare i Paperi avrebbe significato insistere più sul lato comico della vicenda, mentre a mio parere la nostra Ballata aveva bisogno del giusto equilibrio tra umoristico e realistico. Un equilibrio che solo i Topi avrebbero potuto garantire.

(Marco De Rosa)

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