Luca Enoch ha usato la sua Lilith per omaggiare uno dei capolavori di John Ford, il classicissimo Sentieri Selvaggi (1956).

«Ho voluto aprire questo albo adattando al linguaggio narrativo del fumetto una sequenza chiave di un famoso film, un classico di uno dei padri dell’epopea cinematografica western, che da ragazzo ho amato molto. A chiudere la drammatica scena non è il capo indiano dagli occhi incongruamente chiari della pellicola, ma un samurai in armatura da battaglia, con elmo dalle grandi corna e maschera orrorifica. Siamo qui, infatti, lungo una vera e propria frontiera tra due mondi: quello dei coloni giapponesi, insediatisi sulla costa del Pacifico da quasi un secolo e mezzo, e quello dei nativi americani, che comincia solo ora a essere insidiato dall’avanzata degli europei», ha scritto l’autore nell’intro all’albo, Lilith nr. 17, 132 pp in b/n, Sergio Bonelli Editore, semestrale, € 4,00.

«Nord America, fine XVIII secolo», spiega la sinossi dell’albo, che prosegue le avventure attraverso il tempo dell’eroina di Enoch. «Prosegue l’avventuroso di viaggio di Lilith attraverso il continente, seguendo quello che l’epopea del West ci ha fatto conoscere come l’Oregon Trail, verso i territori delle colonie giapponesi. Lungo il cammino, in terre che non hanno mai visto gli europei, l’eterogenea compagnia di coloni ribelli e indiani senza più terra viene braccata con ferocia dagli inseguitori britannici guidati dal colonnello Tarleton, deciso a impedire che la missione diplomatica abbia successo. Nello stesso tempo, il giovane samurai Jerome viene bandito verso est, avvicinandosi inconsapevolmente a colei che, anni prima, in Giappone, gli aveva ucciso il padre, portatore del triacanto».

Il sito Bonelli ha pubblicato una interessante sequenza di immagini che mettono a diretto confronto fotogrammi del film e le corrispondenti tavole di Enoch. Ve ne anticipiamo due, le altre le trovate QUI: buona visione.

 

Salva

Salva

Post correlati