Nell’era digitale attuale capita spesso che differenti campi artistici si contaminino, si influenzino e collaborino per creare un universo mediale unico: si possono così veicolare storie multi-piattaforma che agiscano come un ecosistema narrativo.
La trasmigrazione narrativa non è certo una novità (basti pensare agli adattamenti cinematografici di bestseller della letteratura), ma la tendenza attuale è quella di creare già in partenza un prodotto da sfruttare su diversi piani mediali: è il caso dell’Universo Cinematografico Marvel, legato all’Universo Seriale Netflix. Anche se le trame al loro interno possono essere libere: i due universi si influenzano ma non sono legati in maniera assoluta.

Ormai da diversi anni sta prendendo piede, come mezzo di espansione, l’utilizzo della Nona Arte. Se precedentemente si realizzavano albi tratti da libri o da serie cinematografiche a mo’ di “versione a fumetti di/del”, oggi l’intenzione è di estendere la narrazione con prequel o sequel di serie televisive. La tv è il nuovo cinema: è li che si sfornano le storie migliori. Allora perché non creare prequel, spin-off o sequel di serie di successo?

In particolare, negli ultimi mesi, sono usciti nel mercato anglosassone le espansioni di due serie molto amate: Penny Dreadfull e 24: Legacy (a sua volta sequel della fortunata serie cult 24). Ma già anni fa, dal 2007 al 2011, la Dark Horse Comics pubblicò numerosi albi del serial Buffy – l’Ammazzavampiri, tra cui l’ottava stagione, continuazione narrativa della serie tv (in Italia con Edizioni BD).

24 ha segnato il connubio tra Fox e IDW Publishing quando, nel 2014, uscì 24: Underground (pubblicato in Italia da Star Comics nel 2014 in albo brossurato), la run che fa da ponte tra l’ultima stagione (l’ottava del 2010) e l’attesa miniserie tv sequel 24: live another day . Questa relazione si è rivelata convincente e proficua, tant’è che le due Case hanno deciso di proseguire la collaborazione per lo spin-off di 24, ovvero 24: Legacy.
L’uscita in tv, svincolata dal carismatico Jack Bauer, è così preceduta dai cinque albi di 24: Legacy – Rules of Engagement, che fungono da prequel. Questa serie a fumetti – scritta da Christopher Farnsworth e disegnata da Antonio Fuso, con la copertina del primo numero firmata da Georges Jeanty – uscirà negli Stati Uniti ad aprile, mentre la saga tv ha debuttato il 5 febbraio.

Curioso il fatto che il prequel a fumetti venga pubblicato dopo la messa in onda del telefilm. Questa scelta denota che – nonostante la decisione di espandere l’universo di 24 con l’utilizzo del Fumetto – la Fox abbia deciso di mantenere come mezzo narrativo predominate la televisione. Tuttavia, rispetto agli anni passati, quando il Fumetto era trattato come un mercato ancillare, ora la Nona Arte è inquadrata come un mezzo da sfruttare anche dal punto di vista narrativo. Un cambiamento dato certamente dall’aumento delle vendite degli albi, che porta ad una maggior volontà di intrecciare narrativamente i due mezzi.

Un caso ancora più evidente di interazione tra Fumetto e tv è rappresentato da Penny Dreadfull, serie tv conclusa improvvisamente nel 2016 con la terza stagione, allargata con un prequel e un sequel a fumetti: una narrazione espansa in piena regola. Showtime, network del titolo, a maggio 2016, ha lanciato con Titan Entertainment la miniserie di cinque albi scritti da Krysty Wilson-Cairns, Andrew Hinderaker e Chris King e disegnati da Louie De Martinis.
Questi albi si concentrano sulla protagonista, Vanessa Ives alla ricerca della sua amica d’infanzia Mina Harker. Inediti in Italia, hanno riscosso enorme successo nel Regno Unito, tant’è che Showtime, dopo aver scosso i fan con la chiusura improvvisa in tv, ha deciso di concludere alcuni archi narrativi di svariati personaggi proprio tramite i fumetti.
Il progetto, previsto per questo 2017, è ancora in fase di definizione, ma si sa già che la storia sarà ambientata sei mesi dopo il tragico season finale televisivo e sarà scritto da Chris King, co-produttore televisivo, affiancato da Jesùs Hervàs.

Il primo numero della miniserie Penny Dreadful: The Awakening uscirà nel Regno Unito il 5 aprile e si concentrerà sul licantropo Ethan Chandler, sconvolto dalla perdita della sua amata Vanessa Ives.
Nonostante il passaggio di medium, la serie non subirà cambiamenti repentini e seguirà lo stile e le atmosfere horror che hanno reso celebre lo show, concludendo le storyline di alcuni personaggi e accontentando definitivamente i fan orfani, desiderosi di avere un epilogo degno per ognuno dei loro “mostruosi” eroi.

Due show molto popolari, dunque, hanno visto il loro evolversi a cavallo tra piccolo schermo e Nona Arte. Proviamo quindi a tirare un bilancio, evidenziando le differenze tra i due casi.

In 24, gli albi sembrano realizzati più che altro per far da ponte tra le varie stagioni tv e per allargare il brand ad altre forme artistiche. Il mezzo portante è dunque la televisione, non il fumetto. Ogni storyline e ogni albo servono a rafforzare, attirando pubblico, la serie televisiva. Non emerge la volontà di creare un vero e proprio arco narrativo che prescinde dal mezzo.
Indubbiamente la miniserie ponte di 24 e il prequel di 24: Legacy espandono la mitologia, ma non aggiungono molto al proprio mondo.

Discorso diverso è quello di Penny Dreadful, proprio perché il prequel e il sequel su carta aggiungono nozioni nuove al racconto.
In particolare, il sequel espande maggiormente l’universo televisivo concentrandosi su co-protagonisti di rilievo e dando maggior spessore alla propria mitologia. Inoltre, la relazione tv-fumetto è definita in modo omogeneo, evidenziando la volontà di allargare il racconto tra tv e fumetto.

Rimane il fatto, in entrambi i casi, che gli albi vengano in un secondo momento rispetto alla tv: la speranza è quella di vedere quanto prima prodotti ideati a monte per entrambi i mezzi, storie studiate per poter creare un vero e proprio universo multimediale.

(Daniele Marazzani)

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