DK è “altro” da Diabolik.
Questa frase, ripetuta fino allo sfinimento ha rappresentato un po’ il leitmotiv di questa nuova produzione firmata Mario GomboliTito FaraciGiuseppe Palumbo, che ha esordito l’anno scorso con una prima miniserie che ha riscosso risultati più che confortanti. Ora tocca al secondo round, con la nuova stagione (Astorina, marzo 2017, spillato, 64 pp a colori, € 3,50/€ 5,00 con variant cover di Matteo Buffagni per fumetterie) carica di attese per il personaggio che, pur non essendo il Diabolik che tutti conosciamo, ad esso si ispira dichiaratamente.

In pratica, una sorta di “aggiornamento” (se fossimo in ambito DC potremmo parlare anche di Elseworld), con un protagonista adattato al gusto ed al contesto del lettore odierno, che ha le serie Tv di oggi, dai ritmi incalzanti e zeppe di cliffhangers, come “parametro” dell’intrattenimento.

Cosa potrà succederà in questo 2017 al protagonista è assolutamente impossibile da prevedersi, perché le tante sfaccettature del personaggio lo distaccano così tanto dal Re del Terrore classico che è oggettivamente arduo prevedere gli sviluppi della trama. Anzi: proprio da questo punto di vista si coglie la novità di DK. Persino i meccanismi narrativi sono totalmente diversi: questo primo numero, ad esempio, pur riagganciandosi alla conclusione della vecchia stagione, ci spiazza un po’ iniziando con un lungo flashback (cosa che raramente accade sul mensile classico, dove sono gli spiegoni “successivi” a regnare) con cui gli autori ci raccontano un dettaglio importantissimo del passato del nostro: come è arrivato ad avere quella lunga cicatrice ad Y sul petto.  Cicatrici che “sfregiano” anche il logo della testata…

Tornato con la mente al presente, infatti, è proprio il Nostro a ricordarci di avere ancora una questione in sospeso: l’Ispettore è ancora prigioniero nel suo rifugio, da quando DK aveva deciso di porre fine alla vita della Giudice, membro dell’organizzazione segreta dei Giustizieri.

Al lettore novizio, a questo punto, la domanda sorge spontanea: chi sono questi personaggi? È ovvio: sono… “altro”. Altro da Ginko, altro da Eva e persino altro da King, anche se il capo dei Giustizieri ce lo ricorda proprio tanto. Anzi, a dire il vero qualcuno di “veramente” nuovo c’è: una donna, bionda, che giace in coma in un letto d’ospedale… e il cui destino sembra essere cruciale un po’ per tutti i protagonisti della vicenda.

Questo primo albo inaugura una miniserie di 4 numeri (come fu la prima stagione), con due storie al mese nel formato americano (le classiche 22 pagine). Il team d’autori è quello ben collaudato che, da diversi anni, ci svela – sempre con troppa parsimonia, sob! – il passato del Diabolik classico: la parte artistica è infatti affidata a Giuseppe Palumbo (matite), coadiuvato da Gianfranco Gardina (chine) ed Enrico Pierpaoli (colori). Alla tastiera troviamo invece Tito Faraci (che si occupa delle sceneggiature) e Mario Gomboli (autori dei soggetti).

Ma la vera notiziona di DK nr. 1 arriva dall’ultimissima pagina dell’albo: vi compare l’anteprima di un personaggio che, pur avendo l’inconfondibile marchio grafico di Palumbo, sembra c’entrare molto poco sia con Diabolik che con DK… ed ecco la bomba di Gomboli, come ha annunciato all’ultimo Cartoomics a Milano: «È Pablo Escobar, il narcotrafficante. Un docu-fumetto fatto da Palumbo con un giornalista esperto di narcos messicani, già uscito in Francia e che pubblicheremo noi in libreria. Per la prima volta Astorina si apre a nuovi orizzonti. Il tutto a fine aprile». SCOOP!!!

(Roberto Orzetti)