ferrogallico_ramelliÈ notizia di questi giorni il debutto nel panorama fumettistico nazionale di una Casa editrice nuova di zecca: si chiama Ferrogallico, e si propone di creare e diffondere fumetti d’autore, graphic novel e opere di graphic journalism.

Fin qui, niente di particolarmente insolito. Se non fosse che la mission dichiarata di Ferrogallico consiste nel tramandare memorie, personaggi e vicende sui quali grava il velo di silenzio del conformismo culturale, del politicamente corretto. Storie “scomode”, quindi. E, per questo, regolarmente dimenticate dall’editoria mainstream.
Tramandare ciò che rischia di andare perduto, del resto, appare un destino chiaro già dal nome: il ferrogallico, infatti, era l’inchiostro nero utilizzato in Europa fin dalla Roma antica e per tutto il Medioevo, prima dell’avvento dei pigmenti di china. Capace di penetrare profondamente nelle fibre, risultava pressoché indelebile: ed è proprio con il ferrogallico che gli amanuensi medievali trascrissero i capisaldi della cultura classica, salvando così dall’oblio le radici stesse della civiltà occidentale.

Avvalendosi di una distribuzione nazionale, nel corso del 2017 Ferrogallico porterà nelle librerie e fumetterie del Belpaese i primi titoli di un catalogo che si presenta articolato nelle tre collane Anni ’70, Europea e Biografica. 

Particolarmente atteso è il graphic novel dedicato a Sergio Ramelli, giovanissimo militante del Fronte della Gioventù milanese prima perseguitato a scuola, nell’indifferenza complice dei docenti, e poi brutalmente aggredito a morte il 13 marzo 1975 da un commando di militanti di Avanguardia Operaia. Scritta dai giornalisti Marco Carucci e Guido Giraudo e disegnata dall’ottima Paola Ramella, l’opera nasce con l’intento di far rivivere gli affetti, le passioni sportive, l’impegno politico, la semplice quotidianità di un ragazzo di appena 18 anni. E di raccontare nel contempo, basandosi su testimonianze dirette e fonti accreditate, la storia di una vita spezzata, una tragedia familiare, un dramma generazionale e uno dei più efferati delitti degli anni ’70.

ferrogallico-grilzIn primavera sarà poi la volta della biografia di Almerigo Grilz, reporter caduto nel 1987 sul fronte di guerra del Mozambico. Grilz, cui va il merito di aver documentato e portato all’attenzione dell’opinione pubblica molti conflitti altrimenti “dimenticati”, è stato il primo giornalista italiano morto su un campo di battaglia dalla fine della Seconda guerra mondiale: eppure, i suoi trascorsi di dirigente di spicco della Destra triestina sono stati sufficienti a decretarne la condanna all’oblio, tanto che in tutti questi anni di lui e del suo lavoro si è parlato assai poco, e quasi sempre con malcelato fastidio.

ferrogallico_mishimaUn autentico evento editoriale sarà invece Yukio Mishima, il primo fumetto al mondo dedicato al più grande scrittore giapponese del Novecento, morto suicida il 25 novembre 1970 dopo un drammatico discorso di denuncia della decadenza e della sottomissione del suo Paese. La sceneggiatura di Federico Goglio, scrittore e musicista assai noto negli ambienti “non conformi” italiani, si concentrerà sull’ultima notte di Mishima, consegnando un ritratto intimo di questo moderno samurai che, nelle ore immediatamente precedenti il gesto supremo, si ritrova alle prese con ricordi, pensieri, timori e certezze nella sua grande casa di Tokyo, fedelmente riprodotta dalle dettagliatissime tavole della già citata Paola Ramella.

Per saperne di più sulle iniziative editoriali di Ferrogallico e sugli altri titoli di prossima pubblicazione, basta visitare il sito della Casa editrice o bazzicare la pagina Facebook.

(Marco De Rosa)

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