Anche Dampyr entra nel ristretto gotha delle testate fumettistiche storiche, sfondando il confine delle 200 uscite. Il numero sarà in edicola dal prossimo 4 novembre e, come tradizione di via Buonarroti, sarà proposto a colori, oltre che con foliazione maggiorata a 110 pagine.
Nonostante venga subito dopo un ciclo abbastanza particolare della saga (quella del Dampyr “antico”), è una storia perfettamente leggibile a sé, anche per un neofita della serie: come dire, un numero di quelli che la Marvel avrebbe timbrato col suo slogan «Punto di partenza ideale per nuovi lettori». Ecco perché ne abbiamo affidato la recensione al meno dampyresco dei nostri Sbam-redattori…

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Inizierò con una confessione: questo vostro amichevole Sbam-recensore di quartiere ha letto pochissimi albi di Dampyr nella sua vita. Eppure, quando ha visto e sfogliato in anteprima questo numero 200 (La legione di Harlan Draka, 110 pp a colori, novembre 2016, Sergio Bonelli Editore, € 3,20), l’alchimia è scattata immediatamente, un po’ come quando vai in edicola senza sapere cosa prendere ed esci con quel che più ti ha conquistato. Vediamo perché.

dampyr_200_coverQuesto numero bicentenario della serie creata da Mauro Boselli sedici anni or sono si presenta fin da subito come un albo celebrativo “atipico” (almeno per come la Bonelli ha proposto molti albi dello stesso genere), visto che la storia, ambientata ai giorni nostri, è perfettamente inserita nella continuity dampyriana.

Lo scenario è il Medio Oriente, teatro della sfida definitiva tra Harlan Draka (un dampyr, frutto dell’unione tra una donna ed un vampiro) ed Erlik Khan, un tempo fedele amico del padre e oggi mortale nemico di Harlan. Il malvagio ha radunato il suo tenebroso esercito di non-morti (composto da guerrieri di tutte le epoche) ed ha lanciato il guanto di sfida al Dampyr, che ovviamente non può tirarsi indietro.

Non esiste però eroe che scenda in battaglia senza un suo esercito: e così, grazie alla collaborazione di Tesla, Kurjak ed altri compagni di avventure, ecco formata anche la sua legione, composta da avventurieri (vivi e non) e mercenari, disposti anche al sacrificio supremo pur di annientare l’armata nemica. C’è solo un problema: Erlik ha a sua disposizione alcuni guerrieri… particolari, tanto potenti quanto mortali. E non sarà così scontata la vittoria dei “buoni”.

La storia è firmata dallo stesso Mauro Boselli e da Luca Rossi, con i colori di Romina Denti e cover di Enea Riboldi, e vale decisamente il prezzo del biglietto.

dampyr-200-tavolaSi tratta infatti di un’avventura che, pur essendo – come detto in apertura – impregnata di continuity, è perfettamente leggibile a sé, senza bisogno di conoscenze pregresse. Va benissimo quindi anche per il lettore occasionale, e può essere apprezzata anche da un lettore di fumetti USA. La legione di Harlan Draka ricorda infatti le care vecchie maxisaghe super-eroiche di una volta, con la trama scandita (in modo più o meno “allungato”) nelle classiche quattro parti: arrivo (o ritorno) del nemico, sfida lanciata all’eroe (con primo scontro ad appannaggio del cattivo), raccolta intorno all’eroe dei suoi alleati ed epica battaglia finale, con l’immancabile sacrificio di qualcuno prima della riscossa.

La cosa positiva è che qui non dobbiamo sorbirci i 4/5 mesi di intro-saga, con prologo/i e tie-in a profusione, secondo tradizione americana: al contrario, Boselli, in sole 110 (centodieci!) pagine porta la trama al suo climax in maniera del tutto naturale, senza aver l’impressione che qualche “pezzo di storia” manchi all’appello (come ogni tanto capita quando si ha un numero limitato di pagine a disposizione) e lasciandoci la voglia di leggere (visto il finale aperto) il prosieguo. Ancora una volta, e diamogliela una lezioncina ai colleghi d’oltreoceano!

(Renato Giovanelli)

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