Per la nostra rubrica dedicata ai migliori autori esordienti del panorama italiano, abbiamo voluto incontrare proprio uno dei disegnatori al lavoro sulla nuova saga del Martin Mystère giovane: perché le tavole di Sauro Quaglia ci hanno davvero riempito gli occhi!

Ciao Sauro. Puoi raccontarci qualcosa di te, della tua storia professionale e del tuo ingresso in Bonelli?
Innanzitutto un saluto a voi e ai vostri lettori. Sono nato ad Alba (CN) nel 1972 e, da che ho memoria, disegno. Dopo un percorso di studi comune a molti disegnatori (liceo artistico ed Istituto Europeo di Design)… mi sono ritrovato subito disoccupato! Ho cominciato lavorando ai design di alcune sorpresine Kinder e ad altre produzioni per varie agenzie di Torino. Nello stesso tempo inviavo tavole di prova a tutti gli editori, Bonelli compresa, ma non ero decisamente pronto.
A metà degli anni Novanta, internet non era ancora così diffuso e lavorare da una cittadina in mezzo alle Langhe non aiutava… Così, appena si presentò l’occasione di un impiego presso una grossa agenzia pubblicitaria torinese la colsi al volo. Trasferitomi nel capoluogo sabaudo, ho lavorato come visualizer e storyboarder pubblicitario per 15 anni, pur senza mai dimenticare i fumetti. 

sbam-sauro-quaglia-mmE i fumetti sono arrivati…
All’inizio del 2015 ho ripreso seriamente in considerazione le Nuvole Disegnate e, complice la mia passione per la cripto-archeologia, comincio a realizzare alcune tavole per il BVZM, senza minimamente sapere che in cantiere c’era la nuova serie del giovane Martin. In seguito mi ha contattato Giovanni Gualdoni per affidarmi delle prove ufficiali: ed eccomi a bordo!  

Eri un lettore di Martin Mystère?
Un lettore della prima ora! Quando Martin “esplodeva” io ero in collegio dai preti. Il Liceo era in un’altra città e per frequentarlo dormivo e mangiavo in un convitto. In quel contesto una lettura come Martin Mystère adempiva perfettamente al suo ruolo di prodotto di evasione!  

Cosa vuol dire per un disegnatore esordiente mettersi al lavoro su un “pezzo da 90” del fumetto italiano (seppur versione nuova) come il BVZM?
All’inizio significa essere investiti da ansia paralizzante e senso di inadeguatezza (scherzo, ma non troppo). Poi realizzi che grande occasione sia e professionalità e responsabilità prendono il sopravvento.  

Scorrendo i lavori sul tuo blog e le tue tavole per Martin, vediamo come il tuo stile si sia evoluto, partendo dal cartoonesco (con influenze manga) per arrivare a qualcosa di molto più realistico…
In realtà ho sempre usato uno stile realistico per il mio lavoro di pubblicitario. I lavori sul blog sono una reazione, uno sfogo. Sono un grandissimo ammiratore del compianto Yoshinori Kanada, animatore e regista dallo stile unico. Può sembrare improbabile, ma alcuni elementi del suo stile sono riuscito a introdurli anche nelle tavole di Martin Mystère, soprattutto in alcuni effetti grafici. Per disegnare questo albo mi sono imposto un certo rigore e ho ripreso a guardare autori più classici. Sono anche fan del lavoro di François Boucq.  

La versione integrale di questa intervista e molte altre informazioni su Sauro, sul suo lavoro e sul progetto del Martin Mystère giovane sono disponibili sul nr. 29 della nostra rivista digitale, scaricabile liberamente da questo link.

(Roberto Orzetti)