sbam-dylan-dog-361 sbam_zagor-zenith666Da una parte uno dei personaggi più dirompenti all’epoca del suo apparire nel panorama fumettistico, che “compie” trent’anni; dall’altra, uno degli eroi più longevi della storia della Nona Arte, che propone il primo albo senza il suo disegnatore di sempre. Parliamo – ovviamente – di Dylan Dog e di Zagor, e siamo davanti al loro primo storico incontro tra le pagine degli albi Bonelli.
Neanche il tempo, infatti, di godersi gli eventi del venticinquennale di Nathan Never e del rilancio di Martin Mystère, che Bonelli Editore propone in edicola contemporaneamente Mater Dolorosa (Dylan Dog nr. 361, 96 pp. a colori, € 3,20) e Zenith 666 (corrispondente a Zagor Gigante n. 615, 96 pp. a colori, € 3,20): un fatto che per molti versi costituisce il “nucleo” centrale dei festeggiamenti per i 30 anni dell’Indagatore dell’Incubo.

Parliamo di due albi specialissimi, e non solo perché a colori. Per saperne di più però dovete avere ancora un attimo di pazienza, perché prima di esaminarli, noi di Sbam! – sempre al vostro servizio – dobbiamo ricordare un terzo albo, che rappresenta a ben vedere la chiave di lettura per capirli entrambi: il mitico numero 100 di Dylan DogLa storia di Dylan Dog, uscito nel gennaio 1995, unanimemente considerato uno dei tasselli imprescindibili dell’intera saga dylaniata. All’epoca, un Tiziano Sclavi in gran forma lo concepì (insieme al disegnatore Angelo Stano) come ideale ultimo numero della serie, con la risoluzione del mistero dei genitori di Dylan, la sorte di Morgana e Xabaras e perfino dell’eterno galeone che, proprio in quell’albo, il nostro eroe riuscì a terminare: tutto ciò appena prima di entrare in un vortice misterioso e farsi portare là dove tutto ebbe inizio, dove suo padre e sua madre combatterono per salvargli la vita e dove il destino lo attendeva per l’ultima grande avventura…

Se siete “solo” fan di Zagor e non seguite anche le vicende dell’inquilino di Craven Road, Dylan Dog 100 sarà obbligatoriamente da recuperare dopo aver letto e goduto questo Zenith 666, comunque un numero speciale (come si diceva) per più di un motivo: innanzitutto perché qui fa il suo esordio nelle vesti di copertinista Alessandro Piccinelli, valente artista chiamato a raccogliere l’eredità di Gallieno Ferri; poi perché vi si omaggia l’opera di Tiziano Sclavi, già sceneggiatore di molte storie di Zagor. Per di più con l’incredibile (gasp!) coincidenza di uscire proprio adesso con il numero 666 (il numero della bestia citato nel libro dell’Apocalisse) della collana Zenith!

sbam_zagor-zenith666-immaUn vero incrocio dylan/zagoriano, dunque, e non solo per gli aspetti editoriali. come vedrete leggendo la ricchissima storia di questo albo e come si evince anche a prima vista dalla vignetta di Cico che vedete a lato. Scritta da Luigi Mignacco e disegnata, in uno stile davvero mooooolto dylaniato e poco zagoriano, da Luigi Piccatto e Renato Riccio,  è ambientata nel mondo di Golnor, già teatro di una classica storia di Zagor, firmata dallo stesso Sclavi. Lo Spirito con la Scure è sulle tracce di un misterioso uomo incappucciato, che ha fatto letteralmente sparire la tribù di Lupo Solitario (altra vecchia conoscenza sclaviana), le cui tracce si sono perse in prossimità del Lago Arcobaleno: un luogo molto evocativo, sul cui fondale giace, circondato da oro e cadaveri in egual misura, un antichissimo galeone (eh eh…) perfettamente intatto. In quel mondo fantastico, cui si accede solo tramite il Libro del Tempo, Zagor reincontrerà i vecchi amici Galad ed Elchin, con i quali condurrà l’assalto al rifugio dell’incappucciato…

Se invece non siete “solo” lettori di Zagor, ma anche di Dylan Dog, potrete riconoscere il misterioso essere tra i tantissimi personaggi protagonisti di Mater Dolorosa, storia scritta da Roberto Recchioni (autore anche dell’ideale prequel, Mater Morbi, nr. 280 della serie dylaniata) e dipinta – perché stavolta non possiamo parlare di semplici “disegni” – da par suo da Gigi Cavenago. Un racconto che si propone di chiudere il cerchio aperto da Sclavi nel già citato numero 100 e dallo stesso Recchioni, che, durante la sua gestione, ha disseminato qua e là indizi e spunti di riflessione che ora arrivano (forse) ad un punto d’approdo. Primo tra tutti quel John Ghost che ora, a un paio d’anni dal suo esordio, svela finalmente qualcosa di più sul suo ruolo. Assistiamo qui alla resa dei conti definitiva con Mater Morbi da parte di un Dylan sempre più provato, aiutato da suo padre (incredibilmente somigliante allo stesso Rrrobe, e i dialoghi di pagina 8 e 9, con questa chiave di lettura, assumono ben altri significati…) e sua madre: uno scontro che ricorda molto quello del numero 100, con protagoniste però le due “donne” di Dylan, e che non vedrà vincitori ne’ sconfitti: ma solo persone come noi, che ogni giorno fanno i loro conti con la propria vita e (perché no?) con la propria Mater Morbi…

sbam-dylan-dog-361-imma2Con Zenith 666 si certifica qualcosa che manderà in sollucchero parecchi appassionati: se già non esiste, ci stiamo avvicinando alla creazione di un vero e proprio Universo Bonelli. Questo era già molto chiaro leggendo Nathan Never 300, ma ora scopriamo che questo mondo ha addirittura una sua continuity, visto che Zagor ricorda l’incontro con Dragonero dello scorso anno. Chissà che non salti fuori tra qualche anno un bel crossover stile Marvel… Ma forse stiamo sognando troppo.
Con Mater Dolorosa, poi, possiamo leggere una bella storia, che i fan dell’Indagatore dell’Incubo sicuramente apprezzeranno per l’assoluta coerenza con la caratterizzazione classica del personaggio. E poi ragazzi… Le tavole di Cavenago, così piene di forza da “rompere” (non solo figurativamente) la gabbia bonelliana, sono quanto di meglio si sia visto da qualche anno a questa parte su un fumetto seriale: che siano le immagini (ve ne proponiamo una) a parlare per noi…

(Roberto Orzetti)