Dopo due numeri a foliazione ridotta che hanno presentato i primi 4 capitoli del nuovo serial Daredevil, il terzo albo torna alla mensilità ed al formato magazine, con il prosieguo del ciclo di Charles Soule e con i nuovi comprimari: parliamo di Daredevil nr. 3, corrispondente al nr. 54 della testata Devil & i Cavalieri Marvel, 80 pp. a colori, spillato, Panini Comics Italia, settembre 2016, € 3,50.

sbam-daredevil-3Un nuovo ciclo, quello del Cornetto, che non sembra avere nulla da invidiare all’osannata produzione targata Mark Waid, anche se le atmosfere sono parecchio diverse, e decisamente orientate verso lo stile hard-boiled.
Facciamo un rapido riepilogo. Sappiamo che dalla fine di Secret Wars sono passati ben 8 mesi, nei quali Matt Murdock è tornato nella Grande Mela ed ha abbandonato la carriera di avvocato per diventare viceprocuratore distrettuale… Non c’è più traccia né della fidanzata Kirsten né dell’amico di sempre Foggy Nelson, con cui i rapporti paiono essersi raffreddati.
Dulcis in fundo, pare che tutti abbiano dimenticato (per qualche oscura ragione, che ci auguriamo non coinvolga Mefisto…) l’identità segreta del Diavolo Rosso, che troviamo oggi impegnato insieme al nuovo partner Blindspot a contrastare l’ascesa di Diecidita, leader di un culto che sta costruendo una base di potere a Chinatown.

Come se i problemi non fossero già abbastanza, nell’ultimo numero si è aggiunta alla tenzone La Mano, arcinota congregazione di ninja che ha spedito il mostruoso Pugno (una bestia semi-cadavere-semi-senziente) a combattere proprio Diecidita, reo di averle sottratto un non ben indentificato potere mistico…
Confusi? Figuratevi Devil… (a proposito, dateci tempo: dopo 40 anni ancora non ce la facciamo chiamarlo Daredevil!). Giungiamo così al gran finale di questa saga, firmato da Charles Soule e Ron Garney, con i colori di Matt Milla a confermare (soprattutto a livello grafico) come questo sia indubbiamente uno dei serial più interessanti della nuovissima Marvel.

Ma questo nuovo corso del nostro Cornetto preferito si fregia anche della compagnia di altri due esordi, entrambi proposti su questo stesso albo.

Partiamo dal primo, quello di Luke ‘Power Man’ Cage e Danny ‘Pugno D’Acciaio’ Rand, che tornano a far coppia insieme (nella storia tratta da Power Man & Iron Fist 1) dopo anni di separazione. Peccato che le cose siano un po’ cambiate rispetto ai tempi antichi degli Eroi in Vendita. Luke non è più un mercenario istintivo e arrabbiato col mondo, ma un pacato (parrebbe) padre di famiglia (è sposato infatti con l’ex eroina Jessica Jones); Danny, dal canto suo, ha abbandonato l’iconicità della sua figura per uno stile di vita più “easy”, che si riflette su un carattere decisamente più incline alla chiacchiera. La loro prima “missione” è aiutare Jennie Royce, ex segretaria degli Eroi in Vendita ora in difficoltà: un compito che si rivelerà un po’ più complesso del previsto…
La storia porta le firme di David Walker (trama), Sanford Greene (disegni) e Lee Loughridge (colori) e pare essere incanalata verso quel filone di “commedia avventurosa” che da tempo sta imperversando tra le collane Marvel (pensiamo – sigh – a Spider-Man e gli X-Men, o alla recente Ant-Man), genere che però su certi charachters (e Iron Fist è uno di questi) pare azzeccarci davvero poco. Staremo a vedere come evolverà nei prossimi numeri.

Decisamente più “classica” invece è la collana Daredevil/Punisher, che vede i due eroi scontrarsi sul terreno che meglio conoscono (anche se con idee opposte): la battaglia contro il crimine. Da un lato Devil, l’eroe che combatte i cattivi per portarli in prigione; dall’altro il Punitore (ora – strasob – Punisher…), che dispensa giustizia stando dalla parte “giusta” della pistola. In mezzo, il detenuto Sergey Antonov, che proverà sulla sua pelle cosa vuol dire essere al centro delle attenzioni dei due. Una storia, come si diceva, molto classica riguardo la caratterizzazione dei personaggi: i ruoli degli antagonisti sono quelli noti (eroe senza macchia Vs. giustiziere violento), e con ogni probabilità lo scontro sarà tanto sul piano fisico quanto su quello ideologico. Attendiamo il prossimo capitolo per farci un’idea più precisa sull’evoluzione della trama, scritta (ancora una volta) da Charles Soule, con i disegni di Szymon Kudranski e i colori di Jim Charalampidis

(Roberto Orzetti)