Continuano gli appuntamenti di WOW Spazio Fumetto, il Museo del Fumetto di Milano, dedicati al giallo e al noir in occasione della mostra Diabolik: il passato, il presente, il futuro.

Domenica 11 settembre alle ore 16,30 , presso la sede del Museo, in viale Campania 12, Milano (ingresso libero), Tito Faraci racconterà il suo lavoro di sceneggiatore alla riscoperta del passato di Diabolik.

Nel 1996 Patricia Martinelli immagina un Diabolik dal formato diverso, più grande e con un numero di pagine maggiore; nasce così Il Grande Diabolik giunto quest’anno al suo trentaquattresimo numero. Grazie al formato maggiore e alla maggiore fogliazione gli albi della serie permettono di creare storie graficamente più ariose e più complesse rispetto al mensile tradizionale.
Il primo volume esce nel 1997 e ben presto vengono programmate due uscite annuali. Con l’arrivo di Mario Gomboli c’è un’ennesima svolta e nelle storie cominciano a riapparire personaggi secondari protagonisti di vicende passate di Eva e Diabolik. Ben presto la riscoperta degli “anni perduti” della vita dei protagonisti diviene una costante e l’albo in uscita in primavera è sempre caratterizzato da una continuity retroattiva. In pratica, in queste storie, vengono rinarrati e spiegati eventi già accaduti, spesso integrandoli con particolari inediti che gettano una nuova luce sulle storie. A partire dal 2001 gran parte di queste storie, sempre nate da un soggetto di Mario Gomboli, sono firmate da Tito Faraci, alcune in team con Sandrone Dazieri. I disegni vengono invece affidati a Giuseppe Palumbo. In questo viaggio a ritroso ecco di volta in volta spiegata la nascita della tuta di Diabolik e la genesi delle sue maschere, l’origine del suo nome ma anche il passato di Eva “quando Diabolik non c’era”, la gioventù di Ginko come le origini dell’isola di King, tutte scoperte dai lettori sulle pagine de Il Grande Diabolik.

L’incontro con Tito Faraci sarà l’occasione per scoprire come nascono queste storie e come si scrive una sceneggiatura “del passato”, ma anche di capire come si può reinventare con successo un personaggio con più di 50 anni di storia: non a caso Tito Faraci è stato il compagno di avventura di Mario Gomboli per la creazione del recente DK, personaggio “altro” da Diabolik, che riprende alcuni elementi del Re del Terrore in una veste narrativa e grafica completamente nuova.

tito-faraciDIABOLIK SECONDO TITO FARACI
«Fin dal primo numero, ma soprattutto dal terzo, Diabolik è stato un fumetto corale. Di questa caratteristica si finisce per parlare poco, messa in ombra da altre importanti e rivoluzionarie peculiarità della serie creata da Angela e Luciana Giussani. Eppure, all’inizio degli anni Sessanta, è difficile trovare altre produzioni in cui non ci sia un solo protagonista, quasi sempre in scena, unico risolutore di ogni situazione. Certo, Tex Willer ha i suoi pards, però non sono mai loro ad avere l’idea decisiva. Tanto meno, a salvare lui. Cosa che, invece, fa Eva Kant con Diabolik nel già citato terzo numero, in cui esordisce la compagna e complice del Re del Terrore. È allora che si compone il terzetto così amato dai lettori: Diabolik, Eva Kant e l’ispettore Ginko. Una strana medaglia a tre facce, tanto i personaggi risultano indissolubili.

Diabolik e Ginko, così simili e così diversi. Dotati dello stesso genio e della stessa logica, ma su lati opposti della legge. Nemici, senza dubbio, eppure dotati di un rispetto reciproco via via sempre meno inconfessato. Ed Eva Kant, che con Diabolik costituisce la più solida coppia di fatto del fumetto italiano. È un rapporto, il loro, basato sul rispetto, su una condivisione perfetta di una vita pericolosa. Più freddo e calcolatore, lui. Più passionale e istintiva, lei. Complementari.

Scrivere storie di Diabolik significa scrivere storie anche di Diabolik. Non soltanto sue. Ci sono tre pezzi sulla scacchiera, a rendere la partita più avvincente. Anche se, alla fine, vincono sempre il re e la regina neri».

DK SECONDO MARIO GOMBOLI
«Mi sono sempre chiesto come sarebbe stato Diabolik se le sorelle Giussani, creandolo, avessero fatto riferimento ai fumetti americani invece che al feuilleton francese di inizio secolo scorso. O se semplicemente avessero trovato modo di conciliare quelle due fonti di ispirazione. Col passare degli anni, di tanti anni, mentre Diabolik cumulava successi su successi, consolidava la sua posizione “nell’immaginario collettivo degli italiani” (come usano scrivere i giornalisti), evolveva nella grafica e nella psicologia, ho continuato a pensare a un’altra sua possibile realtà. Per intenderci: una realtà che stesse a Clerville come Clerville sta alla nostra. Una realtà parallela diversa, deviata, riconducibile per qualche elemento a quella che i lettori conoscono da cinquant’anni… ma chiaramente “altra”. Così è nato DK».

TITO FARACI
Tito Faraci
, nato nel 1965 a Gallarate (VA), è uno dei più noti e prolifici sceneggiatori italiani di fumetto. A partire dalla metà degli anni Novanta, ha scritto storie per personaggi come Topolino e tutta la banda Disney, Dylan Dog, Lupo Alberto, Tex e Diabolik. Per quest’ultimo, in particolare, ha sceneggiato albi speciali che ne raccontano le origini e il passato, impreziositi dai disegni di Giuseppe Palumbo.

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