Prosegue la nostra rubrica New Generation, dedicata ai volti nuovi del Fumetto italiano.
Per l’ultimo numero di Sbam! Comics – la nostra rivista digitale che potete scaricare liberamente da QUI – abbiamo incontrato Antonio Russo Tantaro, il disegnatore di Ladro Gentiluomo per Skorpio, su testi di Alessandro di Virgilio.

russo-tataro-tavolaCiao Antonio. Iniziamo… dall’inizio: ci racconti qualcosa della tua storia professionale?
Fino dal Liceo Artistico, il mio intento era quello di fare il fumettista. Da giovanissimo ero più che altro appassionato di manga, ma a 17 anni aprii insieme a due amici una associazione di volontariato (Fumettoteca Comix DreamLand) presentata come progetto (vincente) in un concorso del comune di Orbassano (TO). In breve tempo, potei quindi fare incetta anche di fumetti italiani e americani senza aprire un mutuo! Nel mentre, mi iscrivevo alla Scuola Internazionale di Comics a Torino, sezione Fumetto. In realtà, finita la Comics attraversai un periodo di “depressione artistica” che mi portò a non toccare matita per quasi sei mesi, ed è stato solo grazie ai professionisti che mi hanno spronato a continuare se oggi sono qui a parlarne. Grazie alle interviste organizzate dalla Fumettoteca conobbi infatti da vicino persone del calibro di Ruju, Spadavecchia, Chiaverotti, Gerasi, Zaghi, Gualdoni. Mi rimboccai le maniche e produssi degli obbrobri che spero nessuno veda mai su internet, tra concorsi nazionali e progetti vari. Poi la svolta con la Aurea Editoriale. 

Com’è nata la tua collaborazione con la Casa editrice romana?
Andai a Lucca il giovedì mattina, speranzoso nel mio portfolio da sottoporgli. Ebbi fortuna, perché incontrai Enzo Marino (il direttore di Aurea, Ndr) quasi subito. Nel mio portfolio c’erano tavole da progetti diversi, da quelli scolastici a collaborazioni con piccole realtà (il progetto Da una Lapide per esempio, ma anche il Compendium/concorso di Pino Rinaldi) passando anche per tavole da vari concorsi nazionali vinti e non.
A Marino piacqui abbastanza da lasciarmi la sua mail personale per risentirci dopo Lucca, e così è stato. Sempre in quel periodo ho conosciuto autori già affermati in Aurea  e non, come Massimo Gamberi ed Ediberto Messina che ringrazio per il suo aiuto e i preziosi consigli. 

Si vede chiaramente che ami il bianco e nero: che differenza c’è per un disegnatore tra realizzare una tavola che resterà monocroma e una che verrà colorata?
Forse non sono il più adatto per discuterne, io di solito preferisco il bianco e nero per ragioni di tempo oltre che stilistiche. Credo che un disegnatore cui i lavori saranno colorati (magari da lui stesso) debba sempre tenere conto che alcune atmosfere normalmente enfatizzate attraverso contrasti tra neri e bianchi saranno elaborate e portate in luce durante la colorazione e questo influisce sull’impostazione della tavola. 

La tua ultima storia (Ladro Gentiluomo, pubblicata su Skorpio a inizio maggio) ha evidenziato la tua abilità nella realizzazione di tavole panoramiche: in concreto, quanto tempo e fatica richiede disegnare una tavola del genere?
Personalmente trovo quasi più difficile lavorare su griglia classica piuttosto che disporre di ampi spazi per i paesaggi. Ho sempre ammirato la capacità di mostrare tutto quello che serve nelle vignette classiche, dove lo spazio è ridotto e bisogna giocare molto sulle inquadrature. Poi ovviamente dipende da cosa devi disegnare: in generale prende più tempo fare ampie panoramiche per una questione di riempimento, ma spesso e volentieri sono le vignette standard che danno grattacapi maggiori. 

Russo-tantaro-per-SbamSempre su Ladro Gentiluomo abbiamo notato una notevole precisione nella ricostruzione di scenari e abiti tipici della Parigi ottocentesca: come ti sei documentato in tal senso?
Grazie dell’apprezzamento, ma sono convinto di avere fatto un sacco di errori che un esperto di quell’epoca scoverebbe subito! Ho speso molto tempo a documentarmi sugli edifici, i veicoli e i vestiti per Ladro gentiluomo, principalmente su Internet. In generale documentarsi per periodi storici precisi prende molto tempo, e personalmente ho il terrore di tralasciare dettagli importanti o di commettere storture storiche. 

Preferisci lavorare con sceneggiature dettagliate o “libere”?
Credo libere, soprattutto per quanto riguarda l’impostazione della tavola. Però dipende molto dal tipo di storia!

Ed infine, la tipica domanda di chiusura: ci puoi svelare qualcosa dei tuoi progetti futuri?
Ho finito da poco una storia sempre per la Aurea Editoriale che non so dirvi ancora quando uscirà, e ne sto disegnando un’altra che parla di pittura e pittori. Nel mentre ho qualche “corteggiatore”, e ogni tanto Marcello Bondi (sceneggiatore molto presente tra i fumetti che propone su ogni numero Sbam!, Ndr) mi ricorda che ho delle pagine per lui da finire. Mi piacerebbe molto una miniserie, ho progetti con loschi figuri per tentare lo sbarco in America e Francia.
Spero di poter migliorare ancora molto, ma non credo riuscirò mai a superare quella fase nella quale dopo un paio di mesi tutta la roba “vecchia” la butterei dalla finestra!

(Roberto Orzetti)

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