Tito Faraci – Enrique Breccia, Tex: Capitan Jackcollana Speciale Tex nr. 31, 240 pp in b/n, Sergio Bonelli Editore 2016, 6,50 euro

sbam-texone-31Puntuale come ogni estate, è in edicola il nuovo Texone, ormai ultimo reduce della (fu) nutrita schiera di albi giganti targati Bonelli.
Anche quest’anno è rispettata la tradizione ormai quasi trentennale della testata, che vuole proporre un Tex realizzato da un artista che mai in precedenza aveva calcato le praterie dell’Arizona con il nostro Ranger: stavolta è tra noi Enrique Breccia, disegnatore argentino dal vastissimo curriculum, che si dimostra perfettamente a suo agio anche nel vecchio West.

La storia – giostrata con l’abituale maestria da Tito Faraci – parte da un fatto realmente accaduto: la sanguinosa Guerra dei Modoc, tribù indiana stanziata in California che, sul finire dell’800, decise di ribellarsi ai soprusi degli uomini bianchi, guidata dal valoroso Kintpuash, meglio conosciuto tra i visi pallidi come Capitan Jack.
Come se già il clima non fosse abbastanza surriscaldato dalle rivolte, a gettare il terrore nella regione ecco Hooker Jim, testa calda della tribù di Capitan Jack che, col suo gruppetto di tagliagole, compie razzie e stragi nelle fattorie della zona. Tra le vittime (e qui “entriamo” nella trama del fumetto), l’ex ranger John Foster, la cui famiglia viene trucidata sotto i suoi occhi. Peccato (per gli assassini) che l’anziano abbia tra i suoi amici più cari proprio il nostro Tex, cui salvò la vita in passato e che ovviamente si precipita, insieme al fido Carson, a raccogliere le ultime volontà dell’amico morente.
Inizia così una serrata caccia all’uomo, che vede in scena tantissimi cliché dell’avventura western: dalle rivolte indiane alla vendetta (piatto da non servirsi mai troppo freddo), dai militari in cerca di gloria a chi la gloria la cerca proprio contro le giacche blu…  C’è pure la classica donzella in pericolo: la bella Winema, rinnegata dalla tribù di Capitan Jack, che giocherà un ruolo determinante nella caccia all’uomo portata avanti da Tex e Kit.

Anche quest’anno, dunque, per dirla alla… Mary Jane Watson, il Texone ha fatto centro: Faraci imbastisce una trama molto avvincente, che va via liscia come un boccale di birra gelato (giusto per restare in tema…).
Per quanto riguarda la parte grafica, non crediamo ci sia molto da aggiungere alle bellissime tavole di Breccia, esaltate ancor di più dal formato gigante che permette di apprezzarne meglio il suo inconfondibile bianco e nero, con alcuni primi piani da urlo.

Tra i fan più intransigenti delle storie di Aquila della Notte, qualcuno si è scaldato parecchio vedendo i capelli d’argento di Carson particolarmente lunghi (creando una curiosa somiglianza con… Mefisto) o il tratto molto spigoloso della mascella di Tex: ma in fondo lo scopo di questa testata è proprio quello di proporre versioni alternative e personali del Ranger. E qui – signori – stiamo parlando di Enrique Breccia, artista dal tratto inconfondibile che sarebbe stato un peccato veder snaturato.

(Renato Giovanelli)

sbam-TEX-669Per restare in tema texiano: sulla sua serie regolare, il nostro Ranger è impegnato in una lunga storia divisa in due parti ben distinte (e, stiano tranquilli i puristi, qui si rispettano perfettamente i canoni tipici della saga). Nella prima fase – vista nel precedente numero 668 – Tex e Carson sono giunti appena in tempo per salvare da una gran brutta situazione il drappello di Ranger del maggiore Jones, rimasto intrappolato dai bellicosi Kiowa e Comanche di Lone Wolf.
Le conseguenze del sanguinoso scontro, però, hanno di fatto scatenato una truce guerra indiana, che vede sul fronte “bianco” dello schieramento lo squadrone del colonnello MacKenzie, detto Mano Cattiva: è da qui che parte la seconda fase della trama, che proseguirà anche sul numero di agosto.
I testi di Mauro Boselli sono illustrati da Stefano Biglia; l’albo, delle consuete 112 pagine in b/n, è in edicola a 3,20 euro.

(Domenico Marinelli)

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