Tatsuya Ihara è un mangaka professionista: vive diversi mesi all’anno in Italia, dove fa parte dello staff di insegnanti dell’Accademia Europa di Manga. La stessa scuola, un anno fa, gli ha commissionato un manga con l’idea di creare una collana di inediti, realizzati da mangaka giapponesi appositamente per il pubblico italiano. Un modo per avvicinare i lettori occidentali all’arte del Fumetto nipponico, approfittando della particolare sensibilità di autori a cavallo tra le due culture, orientali di nascita ma residenti in Italia. È nata così Le custodi dello spirito.

sensei_vol_2Abbiamo avuto la possibilità di incontrare di persona Ihara, autore che ha al suo attivo anche una versione manga di Casablanca e diversi manuali tecnici per lo studio della tecnica fumettistica orientale, nell’ambito del nostro servizio dedicato al mondo Manga che trovate sul nr. 27 della nostra rivista digitale, scaricabile liberamente da QUI.

Come vede i fumetti occidentali?
Sono sicuramente molto interessanti: in fondo, il Manga è nato imitando proprio il fumetto occidentale, anche se poi si è evoluto con caratteristiche proprie fino ad oggi. Un po’ il processo che avviene quando si potenzia e migliora il motore di una macchina.
Facciamo un esempio: negli USA sono diffusissimi i fumetti con i super-eroi. Ora anch’io sto lavorando ad un fumetto con protagoniste delle super-eroine: ma a differenza di quelle americane non hanno superpoteri, agiscono solo con le loro potenzialità umane. Di conseguenza, il tempo dell’azione del fumetto diminuisce, i personaggi sono più “normali”, possono essere feriti, non vivono in un mondo a parte come capita ai super americani, che per i loro superpoteri vivono più isolati dal resto del mondo.

È un lavoro pensato per il Giappone, per l’Europa o per entrambi?
Questo mostrare le debolezze umane è un aspetto molto giapponese, ecco perché volevo mostrarlo agli europei.

Le protagoniste di Le custodi dello spirito sembrano supereroine all’americana, ma sono viste con un taglio giapponese…
La richiesta dell’Editore era in effetti di fare qualcosa di molto giapponese. Per tutto il resto mi hanno lasciato libero.

Nel suo insegnare Manga agli allievi italiani, quanto spazio dà alla cultura giapponese piuttosto che alla pura tecnica?
Nel Manga ci sono sempre molti aspetti culturali, che quindi è meglio siano facilmente comprensibili dal pubblico. Quindi non serve spiegarli troppo, devono essere chiari alla lettura.

I suoi autori occidentali preferiti?
Apprezzo molto Neal Adams e Moebius. Purtroppo invece non conosco autori italiani, in Giappone non arrivano i vostri fumetti. Spero di conoscerli presto.

(Matteo Giuli)

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