Non usa il computer, men che meno internet, non si incontra alle sempre più numerose fiere di settore, si parla poco di lui perfino sulla Rete. Eppure è un disegnatore importante, che da ben trent’anni illustra uno dei personaggi-simbolo del Fumetto italiano, lavorando sui testi di uno dei maestri degli sceneggiatori italiani, sulle orme di un indiscusso genio del disegno a Nuvolette.
Siamo stati quindi davvero molto contenti di poter parlare con Dario Perucca, oltre 300 numeri di Alan Ford al suo attivo, tutti su testi di Max Bunker, tutti ispirati al tratto e allo stile di Magnus.

sbam-AlanFord-300Parliamo degli esordi di Dario Perucca: quali sono stati i tuoi lavori precedenti ad Alan Ford?
Prima di Alan Ford… non ci sono stati altri lavori! Facevo solo cose mie, a livello amatoriale. Professionalmente, quindi, sono nato proprio con Alan Ford. Era l’estate del 1985 (se non ricordo male…) e trovai questo concorso che si chiamava “Rinfreschiamo Alan Ford”: preparai un po’ di disegni e li mandai alla redazione. A quanto pare piacquero, perché mi ricontattarono poco dopo e mi proposero una sceneggiatura di una ventina di pagine per fare una prova su tavole vere e proprie, non solo su semplici disegni sciolti.

Così cominciò un’avventura lunghissima, visto che ormai sei sicuramente il recordman della produzione di Alan Ford…
Questo penso proprio di sì, visto che ormai sono una trentina d’anni che lo disegno! Non saprei dire quanti albi ho fatto, non li ho mai contati, ma il primo è stato il nr. 202 e adesso è in edicola il 561, quindi… Non li ho fatti tutti io da allora, però penso ormai di aver superato i 300…

sbam-Perucca-autoritrattoCosa vuol dire lavorare con un mostro sacro del Fumetto come Max Bunker?
Io mi sono sempre trovato molto bene, anzi, è stato lui ad insegnarmi questo lavoro, proprio perché prima non avevo mai lavorato professionalmente, non avevo mai neanche visto una sceneggiatura. Certo, in tanti anni abbiamo avuto alti e bassi anche noi, ma gli devo comunque tutto, ha creduto in me quando ancora quasi non ci credevo nemmeno io!

Noi lettori abbiamo potuto seguire l’evoluzione del tuo tratto ed oggi possiamo dire che è certamente molto magnusiano. Quindi, a proposito di mostri sacri, come è confrontarsi quotidianamente con Magnus?
Mi è sempre sembrato giusto rifarmi agli originali del creatore grafico dei personaggi della serie: con tutte le difficoltà del caso, ho sempre cercato di migliorarmi e pian pianino spero che qualcosa sia venuto fuori. Il confronto diretto è improponibile, ma io faccio del mio meglio!

Dopo Alan Ford, avete lavorato insieme ad altri personaggi, da Kerry Kross a Beverly Kerr…
Sì, il primo fu Kerry Kross. Un giorno ero in redazione per consegnare delle tavole e Max Bunker mi mostrò una prima bozza di sceneggiatura con le descrizioni dei vari personaggi. Cominciai a fare alcune prove grafiche fino a definirne gli aspetti…

sbam-perucca-kriminalC’è stato anche Kriminal nella tua carriera.
Sì, ho disegnato le storie della “rinascita” di Kriminal (nel 2005/2008, Ritorno dalla zona buia, in tre parti, Ndr): all’inizio ero un po’ indeciso se rifarmi al personaggio classico, poi penso di averlo personalizzato un po’ di più.

La versione più estesa di questa intervista, insieme ad altre notizie su Big Peruk, è su Sbam! Comics nr. 26, la nostra rivista digitale – scaricabile liberamente da QUI – cui vi rimandiamo. Buona lettura.

(Antonio Marangi)