Nuovo appuntamento con il variegato e turbolento affresco di Battleworld, il mondo che ha preso il posto dell’Universo Marvel (o meglio, delle tante realtà alternative di cui si componeva il Multiverso) dopo l’ultima devastante Incursione, come ben sanno tutti coloro che ogni quindici giorni seguono la miniserie-evento Secret Wars. Un mondo in cui convivono frammenti di diverse realtà, molti dei quali richiamano celebri saghe della Casa delle Idee, tenuti insieme dalla ferrea volontà di Victor Von Doom, che governa assiso sul trono di Yggdrasil. Nulla di strano, quindi, che nelle storie che leggiamo in questi giorni il medesimo personaggio possa comparire in versioni differenti, a seconda della particolare regione di Battleworld in cui risiede.

Questa settimana, tra gli albi tie-in dell’evento proposti da Panini Comics, abbiamo scelto di puntare gli Sbam-riflettori su un paio di uscite “mutanti”, per capire come se la cava l’homo superior sul nuovo mondo nato con Secret Wars. Già nel precedente post, recensendo Incredibili Avengers presenta: House of M, abbiamo per esempio visto che nel reame noto come Monarchia di M i mutanti hanno preso il sopravvento, sotto la guida di re Magnus/Magneto. Altrove, però, le cose vanno in modo diverso…

sbam-xmen-anni-futuro-passato-1Gli Incredibili X-Men presenta: Anni di un futuro passato nr. 1 (72 pp, € 3,50) ci riporta ai corruschi scenari di una delle saghe mutanti più apprezzate di sempre, nonché fonte di ispirazione dell’ultimo X-film di Bryan Singer. Stiamo parlando, va da sé, di Giorni di un futuro passato, il capolavoro di Chris Claremont di cui ritroviamo qui elementi ben noti ai fan come il Wolverine brizzolato, il Magneto paralitico e, soprattutto, il triste destino riservato ai mutanti, discriminati, sterilizzati, costretti a vivere in appositi centri di custodia e a indossare tute marchiate con la lettera “M”. Una persecuzione promossa da Robert Kelly, presidente dei Doomstati Uniti, e messa in atto grazie al potere poliziesco delle Sentinelle. E se nella saga originale Kelly era il senatore che Kitty Pryde salvava dalle intenzioni omicide di Mystica e della sua Confraternita, anche in questo caso il piano dei ribelli prevede di salvarlo (dalle sue stesse Sentinelle?), così da riscattare l’immagine dei mutanti e favorirne l’integrazione con gli umani. A occuparsene, dovranno essere Chrissie Pryde e Cameron Logan (il figlio di Wolverine), gli ultimi mutanti nati in quel regno disgraziato…
Un plauso convinto a Marguerite Bennett, che riesce a non tradire lo spirito di una storia stra-famosa (e stra-citata), ricreandone la tensione narrativa e il senso di cupa, disperata urgenza che avvolge le azioni di mutanti ribelli. Buone anche le matite di Mike Norton, il cui tratto vagamente anni Ottanta costituisce un apprezzabile omaggio alla saga originale.

La seconda storia dell’albo, E come Extinzione, cita il titolo del primo, memorabile story arc di Grant Morrison su New X-Men ma, in realtà, è zeppa di citazioni che rimandano all’intera gestione del geniale sceneggiatore scozzese. Ci troviamo nel dominio di Mutopia, dove un anziano Magneto ha reso finalmente possibile l’integrazione tra umani e mutanti all’interno del suo Centro Educativo Xavier Memorial (in questa versione alternativa della run morrisoniana, il Professor X si è ucciso per liberarsi del parassita psichico Cassandra Nova) e guida una formazione di X-Men in cui spiccano, oltre a Quentin Quire, molte delle “nuove leve” introdotte all’epoca da Morrison: da Basilisco a Glob, da Becco ad Angel. Questo, però, ha portato all’esclusione di vecchi capisaldi come Ciclope ed Emma Frost, che riflettono su come prendersi la rivincita… Testi di Chris Burnham e matite di Ramon Villalobos, che colpisce nel segno grazie a uno stile underground che non può non ricordare quello del grande Frank Quitely.

In chiusura, un balzo all’indietro nell’Universo Marvel “classico” con Gli ultimi giorni di Magneto (by Cullen Bunn & Paul Davidson), episodio dal sapore introspettivo che vede il Signore del Magnetismo impegnato nel tentativo di salvare il mondo dall’imminente Incursione, mentre i dialoghi con la figlia Lorna (Polaris) e i flashback incentrati sul suo rapporto con Namor ci aiutano ad approfondire le motivazioni del personaggio e il percorso di maturazione che, nel corso degli anni, lo ha portato a diventare molto più di un semplice “cattivo”. 

sbam-xmen-programma-extinzione-1I Nuovissimi X-Men presenta: Programma Extinzione nr. 1 (72 pp, € 3,50) si apre con una storia firmata da Mark Guggenheim e dal “nostro” Carmine Di Giandomenico, che rappresenta in un certo senso il sequel apocrifo dell’omonimo crossover di inizio anni Novanta. Teatro dell’azione è l’isola di Genosha, dove Havok e Wolfsbane hanno deciso di trattenersi per sovrintendere alla ricostruzione successiva alla battaglia con il cyborg Cameron Hodge (nel Marvel Universe a noi noto, invece, i due erano stati reclutati da X-Factor). Peccato che sull’isola si sia nel frattempo diffusa una letale epidemia, che sta decimando la popolazione mutante. Pur di fermarla, Havok, Wolfsbane e i loro alleati sono disposti a tutto: anche a infrangere la quarantena decretata da Destino in persona e dalla baronessa Rachel Grey, sovrana di X-Topia. E, addirittura, a sferrare un attacco per rapire Triage e Rogue, i mutanti che possono rappresentare la sola speranza di salvezza per gli abitanti di Genosha.

A seguire, Punta di freccia (di Pru Shen e Ramon Bachs), breve interludio tratto da Secret Wars Journal il cui scopo principale è quello di introdurre il personaggio della ladra Katherine Bishop, che poche pagine dopo ritroviamo nel primo episodio di Assedio, una delle più importanti tra le miniserie legate a Secret Wars. Qui si parla di Abigail Brand, leader cinica e combattiva che la “misericordia di Destino” ha destinato al presidio dello Scudo, il gigantesco muro costruito per difendere i reami di Battleworld dalle terribili creature che popolano le terre meridionali (qualsiasi riferimento alla Barriera de Il Trono di Spade è… puramente voluto). Ai suoi ordini agiscono i Ranger di Hel, nelle cui fila militano Leah (che noi conosciamo come assistente della dea asgardiana Hela), Ms. America Chavez, la Cosa, un esercito di cloni di Scott Summers, Leonardo da Vinci (sì, proprio lui, il geniale inventore già visto nella miniserie S.H.I.E.L.D. di Jonathan Hickman), la succitata Kate Bishop e il viaggiatore temporale Kang. Ed è quest’ultimo a recare il terribile messaggio: entro 20 giorni lo Scudo è destinato a cadere!
Kieron Gillen scrive una storia notevole, pervasa dalla classica tensione che precede una battaglia decisiva per le sorti del mondo e resa ancora più godibile dal tratto originale e quasi pittorico di Felipe Andrade.

Infine, Fabian Nicieza e Gerardo Sandoval firmano L’Era di Apocalisse, evoluzione battleworldiana della realtà di Terra-295, quella che nell’universo pre-Secret Wars aveva visto la morte prematura di Charles Xavier e la conseguente ascesa al potere del mutante immortale En Sabah Nur. Anche in questo nuovo regno Apocalisse governa con pugno di ferro, assistito dai suoi Cavalieri. Unica spina nel fianco i “terroristi” X-Men, che sfidano Olocausto, figlio dello stesso Apocalisse, per salvare Doug “Cypher” Ramsey, giovane mutante di cui tutti, per motivi ancora ignoti, sembrano temere i poteri…

E a proposito di mutanti, mentre scriviamo sta per approdare nelle edicole il numero d’esordio di Vecchio Logan, rilettura in salsa Secret Wars del Wolverine futuro creato a suo tempo da Mark Millar. Restate sintonizzati nei prossimi giorni per la relativa, doverosa Sbam-recensione!

(Marco De Rosa)