Ama presentarsi come uno di quei personaggi che, pur non essendo magari notissimi al grande pubblico, contribuiscono con passione e tenacia (e, aggiungiamo noi, con professionalità) a tenere in vita il “sottobosco” del fumetto. Manfredi Toraldo è prima di tutto uno sceneggiatore, attività che ha intrapreso poco più che adolescente,  ma anche insegnante alla Scuola Internazionale di Comics, letterista e art director. Nel 2010, come se non bastasse, ha creato la ManFont, casa editrice indipendente che raccoglie sotto la propria egida diverse autoproduzioni fumettose di assoluto interesse. Che dite, vale o no la pena di farci quattro chiacchiere?

SbamComics23_cover_webTrovate l’intervista completa su Sbam! Comics nr. 23, la nostra rivista digitale A fumetti e SUI fumetti, scaricabile gratuitamente da QUI. Manfredi ci ha parlato dei suoi esordi, dell’attività di ManFont, dei suoi corsi di insegnamento (con tanti consigli agli esordienti) e dei suoi progetti futuri.

Riguardo i suoi generi di riferimento come sceneggiatore, «Mi piace spaziare un po’ su tutto» ci ha detto. «Per esempio, da qualche anno lavoro anche su materiale per l’infanzia, scrivendo storie per il sito web Baguette e Bonton. Sono però nato sul fantasy e, quindi, posso dire che è quello il mio genere di riferimento. Anzi, mi vanto di essere stato definito da Diego Cajelli sul suo blog “il Pelè del fantasy italiano”: una di quelle cose che uno vorrebbe mettere sul proprio biglietto da visita…
Anche la fantascienza è nelle mie corde, tanto che da un paio d’anni ho iniziato a lavorare in Bonelli su Nathan Never. Il richiamo del fantasy rimane però fortissimo: ecco perché, sempre in Bonelli, sto vedendo se è possibile trovare spazio su Dragonero».

(Marco De Rosa)

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