Come ormai ben noto, è in edicola il nr. 600 di Zagor, Il Giorno dell’invasione. Era uno Sbam-dovere incontrare Moreno Burattini, curatore della testata dello Spirito con la Scure, per toglierci qualche curiosità da nerd zagoriani incalliti.

Il Giorno dell’invasione riprende lo storico Magia senza tempo. Il numero dei 50 anni si chiamava Lo scrigno di Manito. Il 500 era Magia indiana e il 400 Il ponte dell’arcobaleno: c’è un certo ricorrere ai temi magici sui numeri “precisi” di Zagor…
C’è un certo ricorrere dei temi magici su Zagor in generale. Quando poi c’è da risolvere una storia che deve essere celebrativa in 94 pagine, lo spunto “fantastico” aiuta a risolvere la situazione e a sorprendere il lettore.

Sempre questi numeri “precisi” sono spesso ambientati a Darkwood e rispolverano personaggi nolittiani storici, altrimenti molto difficili da vedere sulla serie regolare. Anche qui, che ci puoi dire? Rivedremo mai – ad esempio – Tonka e Molti Occhi su una storia più ampia?
Tonka è stato protagonista, in realtà, anche di recente di storie “più ampie”. Nel secondo Zagorone, L’uomo che sconfisse la morte, per esempio. Ma anche nel Maxi L’ira di Tonka, a cui dà il titolo. Adesso lo rivedremo nella storia postuma di Ade Capone prevista per il febbraio del prossimo anno. Su Molti Occhi non c’è nessun veto, tant’è vero che compariva anche nello Zagor Color n. 2 dello scorso anno. Insomma, tutti possono tornare senza problemi, eventualmente anche sulla sede regolare. Dipende se “servono” nelle storie.

Quanto pesa su questi albi celebrativi il dover condensare in 94 pagine molti temi, con storie contrapposte a quelle “normali” di Zagor che invece sono sempre di respiro molto più ampio?
Per i tempi zagoriani, 94 pagine sono uno spazio molto breve, per cui non è facile architettare una vicenda complessa in così poche tavole, tenendo conto che le scene d’azione devono predominare e che il respiro “epico” della classica avventura della Vecchia Frontiera ha bisogno di scenari vasti anche dal punto di vista dello spessore degli albi. Perciò, chi si cimenta in racconti autoconclusivi di un solo albo fa il doppio della fatica rispetto al solito. Ma cerchiamo di riuscire a confezionare ugualmente un buon prodotto.

Il giorno dell’invasione è stato un vero bagno di passato per noi zagoriani ‘datati’: quando-come-chi è nata l’idea di riprendere Hellingen e gli Akkroniani dopo tanto tempo?
L’idea si deve a Jacopo Rauch che ha dovuto faticare non poco a superare i miei dubbi, ma alla fine ha fatto bene a insistere. Da parte mia, oltre a dargli i soliti consigli che ogni editor deve dare ai propri collaboratori, ho soltanto preso la palla al balzo per fare della sua storia il prologo al ritorno di Hellingen.

Sappiamo dai rumors in Rete che, oltre ad Hellingen, rivedremo a stretto giro anche Rakosi e magari altri miti nolittiani: dopo il lungo viaggio di Zagor fino al Polo Sud, avremo quindi una stagione di Zagor “classico”?
Dopo il viaggio in Sud America è cominciato il periodo dei “grandi ritorni”: abbiamo già visto quelli di Mortimer e degli Akkroniani, vedremo poi Hellingen, Smirnoff, Takeda, Ylenia, il Vampiro, il principe Alexis, l’Arciere Rosso e altri così sorprendenti che non posso rivelare…

Non importa. Già rivedere Smirnoff sarà un vero toccasana per ogni zagoriano. Sul resto, aspettiamo fiduciosi.

(Antonio Marangi)

P.S. Nella foto in alto, gentilmente concessaci da Adriana Roveda, un momento dell’incontro col pubblico degli autori di Zagor 600, a Milano nel pomeriggio del 6 luglio 2015: da sinistra, Moreno Burattini, il maestro Gallieno Ferri e lo sceneggiatore di Il giorno dell’invasione, Jacopo Rauch.

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