Per quanto criticati, per quanto non proprio modelli di grande cinema, per quanto non sempre di gusto sopraffino, sono comunque film che hanno segnato un’epoca. La commedia sexy all’italiana degli anni Settanta e Ottanta, quella boccaccesca, piccante al punto giusto, piena di fanciulle discinte e caratteristi comici divenuti ben presto celeberrimi, ha un suo valore storico finalmente riconosciuto.
la-commedia-coverTitoli come Giovannona Coscialunga disonorata con onore,  Quel gran pezzo dell’Ubalda tutta nuda e tutta calda, La liceale, La soldatessa alle grandi manovre, L’infermiera nella corsia dei militari e via dicendo non mancano di essere replicati tutt’oggi in televisione, soprattutto in estate. E tutti ricordano ancora oggi Edwige Fenech, Barbara Bouchet, Gloria Guida, Annamaria RizzoliSerena Grandi, Lory Del Santo, Nadia Cassini da una parte, e i vari Lino Banfi, Alvaro Vitali, Mario Carotenuto, Pippo FrancoGianfranco D’Angelo, Bombolo, Renzo Montagnani dall’altra.

A quanto pare, se li ricordano molto bene anche i ragazzi del collettivo Artsteady, al punto di decidere di riprendere i temi fondamentali delle varie Soldatesse, Infermiere e Poliziotte e riproporli in formato fumetto.
È nato così il progetto della serie di albi La Commedia (sexy all’italiana), lanciato recentemente col primo numero, un albo autoprodotte di 36 pp in b/n (€ 3,90), con alcune brevi storie dal sapore decisamente vintage.
«La Commedia (sexy all’italiana) nasce da un’idea di Andrea Errico, fondatore e capo del collettivo indipendente Artsteady» ci ha raccontato Giampaolo Mele, membro del team. «Insieme abbiamo notato che i costumi di oggi, dell’Italia di oggi, non sono poi così diversi da quelli dell’Italia anni Settanta, almeno per quanto riguarda la concezione stessa dell’italiano medio delle sue ambizioni e delle sue perversioni. Così Andrea mi ha affidato questo progetto che vuole non solo riprendere il genere cinematografico pedissequamente, ma arricchirlo con le nostre esperienze, cercando di mantenere quella magia che ha reso “cult” i vari film».

la-commedia-5Il primo albo propone 3 storie: Un grosso affare, scritto dallo stesse Mele e disegnato da un’ottima Michela Cacciatore (nell’immagine, una sua vignetta); Idraulica espertissima, di Giovanni Piccolo Di Meglio per i disegni di Alessandro Miracolo e Vincenzo Chirico; La Chiapparelli fuori corso, disegnata da Paola Del Prete su testi di Francesca Carotenuto. La cover è di Vincenzo Cucca, colorata da Ylenia Di Napoli.
I riferimenti agli attori “originali” dei film sono evidenti, le storie sono brevi e quindi  “puntano” direttamente alle scene più piccanti dei film stessi, quelle – per capirci – dove al culmine della solita sarabanda di equivoci e situazioni varie, il Lino Banfi di turno si trova a tu per tu con la bellona discinta (quindi l’albo finisce per ricordare molto bene anche i fumetti tascabili della stessa epoca). Sarebbe interessante vedere nei prossimi numeri storie di più largo respiro, che approfondiscano meglio l’antefatto e lo spirito dei personaggi.  Nelle intenzioni di Artsteady, la periodicità dovrebbe essere semestrale, pur con tutte le incognite legate all’autoproduzione.
Una chicca in più è data dall’idea di rendere “attori” i personaggi delle storie. Così, tale Francesco Lorusso “interpreta” il pugliese Cosimo Bacialevecchie nella prima storia e – sempre lui – il romano Paolo nella seconda; la sexyssima Giorgia Schiavon ha il ruolo di Lucrezia Spompinato (sic!) nel primo episodio e di Simona Chiapparelli nel terzo. Personaggi-attori, dunque, proposti con tanto di scheda-curriculum a fine albo e che ruotano (e ruoteranno) nelle varie storie, esattamente come Banfi, Vitali, Montagnani & C. costituivano una compagnia di giro per i titoli prodotti in serie per il cinema dei Settanta.

Un esperimento da seguire, insieme alle altre opere di Artsteady, tra cui spicca l’horror-umoristico 47 Deadman Talking.

(Matteo Giuli)