L’ultima volta in cui abbiamo avuto il piacere di intervistare Mario Gomboli, erede designato e continuatore della saga fumettistica partorita nel 1962 dalle sorelle Angela e Luciana Giussani, risale ormai a tre anni or sono, in occasione del cinquantesimo compleanno di Diabolik. Era quindi senz’altro tempo di fare una nuova chiacchierata a 360° con il direttore della casa editrice Astorina, utile anche per capire che cosa bolle in pentola sotto il cielo di Clerville.

Andiamo subito al sodo: quali novità dobbiamo aspettarci per i prossimi mesi?
Una, soprattutto: a luglio rilanceremo in grande stile DK, con una nuova versione spillata in formato comic book all’americana. Si tratterà di una miniserie di quattro capitoli, disegnata ancora una volta da Giuseppe Palumbo. Le cover, invece, saranno realizzate da Matteo Buffagni, con uno stile diverso dalle copertine di Diabolik.
Per quanto riguarda invece la serie regolare degli inediti non sono previste novità di particolare rilievo, a parte il fatto che, visti i problemi di salute di Sergio Zaniboni, il figlio Paolo si è offerto di prendere in mano le matite. Al momento stiamo facendo delle prove: vedremo…

Gomboli_EvaE per quanto riguarda le nuove storie in produzione?
Come da tradizione ce ne saranno alcune ispirate a particolari argomenti di cronaca, a cominciare dalla violenza sulle donne che, purtroppo, è sempre drammaticamente d’attualità.
Ce n’è poi una su cui mi piace spendere qualche parola in più, che ho scritto come omaggio a un’avventura di Parker, il personaggio di Richard Stark: il titolo provvisorio è A mani nude ed è incentrata su un Diabolik che per una serie di circostanze si ritrova isolato, lontano da Eva e da Clerville, senza trucchi né risorse a disposizione. Deve quindi cavarsela in qualche modo, cominciando con il rubare un’auto e qualche portafogli come un ladro qualunque… La sceneggiatura è finita ed è andata al disegno da pochi giorni: uscirà verso la fine dell’anno.
Il Grande Diabolik della prossima estate, invece, è provvisoriamente intitolato L’uomo che non conosceva Diabolik: si tratta di una storia concepita quando sembrava che nell’autunno 2015 avrebbe debuttato la serie tv, ed era quindi finalizzata a far conoscere il personaggio ai nuovi lettori arrivati grazie al traino dei telefilm. Parla di un poliziotto giunto dall’estero per scortare un diamante, al quale Ginko consiglia tutta una serie di precauzioni contro le possibili incursioni di Diabolik. E, per convincerlo della pericolosità del soggetto, gli racconta “vita, morte & miracoli” del personaggio…

L’arrivo dei telefilm di Diabolik, quindi, è rimandato a data da destinarsi?
Il progetto va avanti e piace sempre più livello mondiale. A oggi, oltre a Sky Italia ci sono dentro le britannica Sky UK, Sky Deutschland per la Germania, la francese Canal+, una rete spagnola… Ogni volta che entra qualcuno cresce il budget, cosa senza dubbio positiva, però aumentano anche gli interlocutori e le nuova figure con cui confrontarsi, il che porta a un inevitabile dilatarsi dei tempi. Comunque, come dicevo, il lavoro va avanti e attualmente la fine delle riprese è prevista per l’autunno 2016. Quando poi andrà effettivamente in onda è difficile dirlo, ma credo non molto dopo.

Astorina è il classico esempio di editore identificabile con un unico personaggio. Vi è mai frullato in testa di pubblicare qualcos’altro?
Sì, ci abbiamo pensato molte volte in passato. Ma oggi, purtroppo, non è il momento giusto. Astorina non ha le spalle larghe come per esempio la Bonelli, che quando lancia una nuova serie può contare su un milione di lettori delle altre testate che vengono a conoscenza di questa uscita, sanno di che cosa si tratta, magari apprezzano già gli autori e quindi sono automaticamente interessati… Noi siamo un mondo piccolo. Comunque ne avevo discusso già con le sorelle Giussani e ancora oggi ci ripenso periodicamente, poi faccio due conti con la tipografia e la distribuzione e mi rendo conto che è meglio rimettere il sogno nel cassetto.
Uno dei progetti che è ancora lì, e che non escludo venga ripreso non appena il mercato si dovesse risollevare un po’, è ripubblicare Gli Aristocratici (serie creata da Alfredo Castelli e Ferdinando Tacconi nel 1973, Ndr). Quello che invece escludo è fare qualcosa di inedito: nel caso decidessimo di affiancare altre uscite a Diabolik, la strada per noi sarebbe acquisire all’estero i diritti di personaggi già esistenti (per esempio, di recente ho visionato qualcosa di giapponese di genere noir) oppure, appunto, recuperare opere come Gli Aristocratici, che tra l’altro sarebbe anche compatibile con il nostro target di lettori.

Con Mario Gomboli abbiamo parlato di molte altre cose, relative alla situazione dei fumetti in edicola. Per il testo completo, vi rimandiamo alla nostra rivista digitale: Sbam! Comics nr. 20 si scarica liberamente da questo stesso sito.

(Marco De Rosa)

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