Già più che favorevolmente colpiti dal primo volume, per noi è stato un piacere immergerci nella lettura della seconda uscita (di tre) della serie Le 7 meraviglie, meritoriamente proposta in fumetteria e libreria da Star Comics.
Sette-Meraviglie-2Sette storie one-shot ambientate all’ombra delle Sette meraviglie del Mondo Antico, un episodio a “meraviglia”. Così, dopo la Statua di Zeus e i Giardini Pensili della prima uscita, questo secondo volume (in vendita, come il precedente, a € 13,00, nella collana Star Comics Presenta) ci porta invece sotto il Faro di Alessandria e tra le colonne del Tempio di Artemide di Efeso.

Sulle sponde del Mediterraneo, a metà del III secolo a.C., la metropoli di Alessandria è illuminata dalla luce del primo grattacielo della storia, una torre di 134 metri posta sull’isola di Pharos per indicare la strada ai naviganti. Un luogo sacro, la “stella caduta sulla terra”, cui solo i più alti sacerdoti possono accedere. Quando però il sommo maestro Telemakos, primo custode del Faro, precipita con gli abiti in fiamme dalla sommità della torre stessa, lo sgomento si impadronisce della città. Cosa è successo davvero? Il grande re Tolomeo II Filadelfo incarica delle indagini il generale Kiostrates. Che si troverà – ahilui – a scoperchiare trame e complotti inimmaginabili, che convolgeranno anche il più grande genio dell’epoca, Archimede di Siracusa. Buon per lui che può contare almeno sull’aiuto del giovane, geniale, scapestrato Mathyatu

Un salto all’indietro di un secolo, ed eccoci nella Grecia del 356 a.C. Il secondo episodio di questo volume (a nostro avviso il migliore di quelli visti finora) si concentra su due piccoli lestofanti, che sbarcano il lunario a forza di espedienti e trucchetti: il giovane e arrogante Abder Fenice e il più anziano e saggio Demeter, preoccupatissimo che i guai in cui l’altro si va a cacciare non superino il livello di guardia. Ma quando la coppia si imbatte nei resti di un massacro, quelli della carovana che stava portando ad Efeso la nuova grande sacerdotessa dell’Artemision – l’immenso tempio dedicato ad Artemide – l’idea è quasi automatica: così, ingaggiata un’attricetta da strapazzo, la bella Dafne, fanno in modo che il tempio – con relativo immenso tesoro – possa comunque avere la sua divina rappresentante in terra della dea… Ovviamente però, non tutto correrà così liscio.

I testi sono sempre del bravo Luca Blengino, mentre ai disegni si alternano un artista (con colorista) diverso ad episodio. Tutti comunque con la capacità di rendere in modo eccellente le architetture e le prospettive. Sul Faro di Alessandria vediamo all’opera Tommaso Bennato (con i colori di Cyril Saint-Blancat), mentre dell’Artemision si è occupato con maestria Antonio Sarchione (supportato da Gaétan Georges).

(Domenico Marinelli)

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