Nightcrowler_Xmen_deluxeWolverine sta per morire, e dopo di lui anche Deadpool. Ma possiamo stare tranquilli: la storia Marvel insegna che bisogna aver fiducia nei “ritorni”, anche quando sembrano più che improbabili… Da Reed Richards a Capitan America, da Occhio di Falco alla Torcia Umana, dalla Visione a Bucky Barnes (in questo caso, poi, un ritorno sulla lunghissima distanza), tutti sono regolarmente tornati in battaglia. C’è da chiedersi in effetti perché solo alcuni dei “morti” sono morti davvero: cosa avrà mai fatto di male il povero Spadaccino, ad esempio, per restare definitivamente nel mondo dei più?!

Va tutto bene invece nel caso recentissimo del nostro Elfo preferito, il buon Nightcrawler, morto e “risorto” dopo aver salvato dall’attacco del suo paparino – il demoniaco Azazel – nientemeno che il Paradiso (!!!). Così rieccolo tra noi, per di più attorniato da piccole creature simili a lui, i Bamf, reincontrare gli X-Men e riprendere la sua X-carriera. Lo troviamo in edicola su un bello specialone tutto dedicato a lui (Ritorno a casa, X-Men Deluxe 232, Panini Comics, febbraio 2015, € 5,00) e che segna anche un altro ritorno eccellente: quello del leggendario Chris Claremont, co-genitore dello stesso Elfo e di tutti gli X-Men come li intendiamo oggi. Con i disegni di Todd Nauck, vediamo il prode Kurt Wagner tornare sui luoghi della sua infanzia, nel circo dove è cresciuto, nella cittadina bavarese dove Charles Xavier lo salvò dalla folla inferocita, ritrovare il suo grande amore Amanda Sefton, ma anche – ahilui – la stregonesca Margali, con un bel codazzo di guai.
Nella seconda parte del volume, invece, Kurt intraprende – pare – la sua nuova carriera di insegnante, prendendo sotto la sua ala protettiva uno dei mutanti più inquietanti di tutti i tempi, il giovanissimo Rico dall’aspetto scorpionesco.
È un piacere rileggere Claremont, che si diverte a disseminare queste pagine di citazioni degli X-Men che furono: storie ricche e ben strutturate, ma lineari e pulite, con chiusure dal classico sapore da “riusciranno i nostri eroi…” che non si vede più così spesso.

(Antonio Marangi)