DyD-338-Bloch«Dio è morto, Marx è morto, Bloch va in pensione e anch’io non mi sento molto bene. Applausi a scena aperta». Prendiamo in prestito questa battuta, scritta da una lettrice (sia di Sbam! che di Dylan Dog) su Facebook per introdurre questa breve rece di uno degli albi più annunciati e discussi della storia dell’umanità: Dylan Dog nr. 338 (novembre 2014, Bonelli Editore, € 3,20), scritto da Paola Barbato e disegnato da Bruno Brindisi, con la ormai celeberrima copertina di Angelo Stano, ispirata al classicissimo Amazing Spider-Man 50.
Così, finalmente, il buon ispettore Bloch è arrivato alla pensione. Anni e anni che la invoca e la disìa, adesso se la trova addosso improvvisamente. “Improvvisamente” per lui, per i suoi colleghi e per Dylan, s’intende, non certo per i lettori che – appunto – sapevano già tutto da tempo. Il soprintendente, superiore di Bloch e suo vero e proprio spauracchio da sempre, si fa riconsegnare distintivo e pistola e lo saluta, con un tono e un’espressione che ricorda tanto il leggendario Megadirettore Arcangelo di fantozziana memoria.
E lui? Sembra afflitto e sinceramente colpito. No, anzi, è felicissimo. No, no, è distrutto…
Bisogna arrivare in fondo alla storia – eccezionalmente di 112 pagine in luogo delle tradizionali 96 – per capire cosa davvero l’ex ispettore provi dentro di sè per questa improvvisa novità. E con lui lo stesso Dylan, che perde di fatto il suo punto di riferimento professionale, il suo appoggio disinteressato in tutte le situazioni. Proprio mentre si trova ad avere a che fare con un caso particolarissimo: a Londra non muore più nessuno, neanche chi dovrebbe con tutta evidenza essere morto…
john-ghostRoberto Recchioni spiega nell’intro dell’albo il motivo di questo cambio di scena: è il tentativo di dare una sterzata allo schema fisso che rischiava di impaludare le vicende dell’Indagatore dell’Incubo. Si presentava il caso da risolvere, lui indagava chiedendo aiuto a Bloch, lo risolveva. Da oggi, invece, avrà a che fare con il ben più trucido ispettore Carpenter, e proprio mentre si profila all’orizzonte il nuovo nemicone, presentato proprio in questi giorni a Lucca Comics (con un albetto di 16 pagine dato in omaggio a chi acquista le tre variant bonelliane): John Ghost. Forse – finalmente – il Nuovo Corso Dylaniato è cominciato.

Dyd_OldBoy-1E a proposito di nuovi corsi: è uscito, in contemporanea a questo albo, anche il nr. 22 del Maxi Dylan Dog (quadrimestrale, novembre 2014, 292 pagine, € 6,50), il primo nella nuova veste grafica e con la nuova testata Old Boy. Propone tre storie inedite e complete, tutte scritte da Luigi Mignacco: Il futuro alle spalle, disegnato da Corrado Roi, L’armonia del silenzio, con Luigi Piccatto, Matteo Santaniello e Renato Riccio ai pennelli e La festa dei mostri, storia molto halloweenesca con i disegni di Riccardo Torti. Copertina di Gigi Cavenago. Si tratta di storie slegate dalla continuity di Dylan Dog e dal taglio più classico, per i lettori più nostalgici.

(Matteo Giuli • 31/10/2014)