Off-Side, storia di un giornale fuorigioco – Dal 5 settembre al 12 ottobre 2014 presso Wow Spazio Fumetto (Viale Campania 12 – Milano) – Orari: dal martedì al venerdì, dalle 15.00 alle 19.00; sabato e domenica dalle 15.00 alle 20.00 – Ingresso libero

offside_13A quarantacinque anni dalla prima apparizione nelle edicole della rivista Off-Side, WOW Spazio Fumetto dedica un omaggio alla “perla nascosta” del fumetto italiano. Sulle sue pagine, oltre a importanti fumetti statunitensi come Hi & Lois e Narice Rossa, trovano spazio anche italianissimi autori come Guido Crepax e Bonvi. In mostra tutti i numeri della serie originale, accompagnati da fedeli riproduzioni delle storie, delle rubriche e delle trovate che hanno fatto di Off-Side un importante tassello nella storia del fumetto italiano, ancora ambito e ricercato dai collezionisti.

Nel 1969 il fumetto italiano sta cambiando. Quattro anni prima, nel 1965, Linus aveva dimostrato che il fumetto poteva essere oggetto anche di approfondimenti critici, meritevole della stessa attenzione riservata agli altri media. La sua formula editoriale, che abbinava fumetti stranieri e opere inedite di autori italiani iniziava a fare scuola, influenzando altre pubblicazioni che si affacciano su un mercato in grande fermento.
Linus prosegue ancora oggi il suo corso; Eureka, che nasce nel 1967, dura fino al 1989; un destino più sfortunato tocca invece a Off-Side, che debutta nel maggio del 1969 per terminare la sua corsa solo poco più di un anno dopo, nell’agosto 1970. Eppure, nonostante la sua breve carriera, a quarantacinque anni di distanza, Off-Side viene ancora ricordata come una degli esempi più significativi di rivista a fumetti. Ma per quale motivo? In cosa si differenzia questa rivista da quelle che sono venute prima o l’hanno raggiunta in seguito?

La mostra Off-Side – Storia di un giornale fuorigioco nasce proprio con l’intento di raccontare, attraverso l’esposizione dei numeri della serie e dei contenuti della testata, in cosa questa rivista è stata innovativa e “di rottura”.

Crepax-astronave-pirataOff-Side veniva pubblicata in formato tabloid, stampato in offset su carta da giornale. Queste scelte “tecniche” le consentirono di tenere molto basso il prezzo di copertina, che era di appena 90 lire (Topolino all’epoca ne costava 150, Linus addirittura 300). Gli intenti di Off-Side erano già riassunti nel sottotitolo: “Giornale ‘fuorigioco’ intraprendente di Comics, Cultura (?!) e varia Umanità” e nel primo editoriale “Che cosa è Off-Side”.
L’idea di fondo era di non prendersi troppo sul serio, di essere “diverso e divertente”, di “restare al margine”. Un manifesto programmatico che si sviluppò nelle 32 pagine di ogni numero della rivista, stampate in colori carichi e forti, attraverso un sommario variegato negli stili degli autori coinvolti quanto nei contenuti.
La parte a fumetti aveva una formula per certi aspetti simile a quella di Linus negli stessi anni, con diverse strisce umoristiche statunitensi, come Hi e Lois, in seguito presenze costanti sul Corriere dei Piccoli con il titolo di Pippo e Lalla, Small Society di Morrie Brickman o Narice Rossa di Gordon Bess.
Ma le storie più interessanti arrivarono dal nostro Paese, realizzate da autori italianissimi come Guido Crepax, con la sua L’astronave pirata. L’artista milanese, conosciuto al grande pubblico per le avventure di Valentina, aveva in realtà una lunga frequentazione con la science fiction, avendo illustrato le copertine della rivista specializzata Galaxy. Le pagine della storia erano in uno stile davvero unico, fatto di vestiti e armature che sembravano un misto tra il Sedicesimo secolo, epoca d’oro della pirateria e le suggestioni Art déco di Buck Rogers, primo eroe della fantascienza a fumetti, che proprio in quegli anni veniva riscoperto anche da noi. La storia era già uscita in un volume Rizzoli l’anno precedente.

Ma se Crepax era già un artista affermato, Franco Bonvicini, in arte Bonvi, aveva esordito nel mondo del fumetto solo un paio di anni prima, nel 1967, con le Sturmtruppen, pubblicate prima sul quotidiano Paese Sera e in seguito su una miriade di altre pubblicazioni, tra cui, naturalmente, Off-Side. Ai simpaticis soldati tedeschi, Bonvi accompagnò una serie di storie libere nel suo stile inconfondibile: con se stesso nel ruolo del protagonista, appena appena più abbellito, trovarono posto un pazzo intenzionato a dirottare un tram su Cuba e il western innaffiato d’alcol di Buddy The Kid.

Dante-001Off-Side ospitò anche il battesimo fumettistico di Marcello Toninelli, con la sua buffa parodia della Divina Commedia e del Sommo Poeta, Dante, che ammonisce i lettori: “Fatti non foste a legger comics bruti, ma per seguir storielle di valenza!

La rottura con il passato si ritrovò anche nelle rubriche: oltre agli editoriali, scritti con un tono volutamente confidenziale, c’era spazio per viaggi, racconti di fantascienza, i disegni dei lettori e soprattutto la musica, con notizie, recensioni dei dischi in uscita (in cui facevano capolino giovani di belle speranze come i Led Zeppelin!) e la classifica degli LP più venduti in Gran Bretagna, utilissima in un periodo in cui il mondo era molto più grande di oggi e le informazioni non erano a un clic di distanza.
E per gli appassionati di fumetti, fin dal primo numero, faceva capolino uno spazio, L’angolo del collezionista, incentrato sulla riscoperta del fumetto dei decenni passati, in un momento in cui il collezionismo stava muovendo i primi passi.

Giunto al numero 12 tra mille problemi, come una periodicità quindicinale solo sulla carta, Off-Side cambiò forma: si ridusse di dimensioni e aumentò le pagine e il prezzo, arricchendo la propria offerta con nuovi autori e personaggi, come il Girighiz di Enzo Lunari e Dennis di Hank Ketcham. Ma la crisi era avviata, e la corsa di Off-Side si concluse con il numero 17, poco più di un anno dopo la sua nascita. Una fine ingloriosa per una pubblicazione importante e forse un po’ dimenticata: un’ingiustizia a cui WOW Spazio Fumetto cerca di porre rimedio con questa mostra.

(c.s. • 25/08/2014)