Questa intervista fa parte dello Speciale che la nostra rivista ha dedicato ai 20 anni di Marvel Italia: potete leggerlo integralmente sul nr. 15 di Sbam! Comics, scaricabile gratuitamente da QUI. Di seguito, un estratto della nostra chiacchierata con Mirco Pierfederici.

sbam_mirco_pierfedericiL’amore per i fumetti l’ha ereditato dal padre, che l’ha svezzato a suon di Tex, Ken Parker e Mister No. La predilezione per i supereroi americani la deve invece al primo incontro con gli indimenticabili X-Men di Chris Claremont e Jim Lee. E in effetti la storia artistica di Mirco Pierfederici appare legata a doppio filo alle vicende dei mutanti Marvel, soprattutto di Wolverine.
Quando, anni più tardi, la sua passione sarà diventata una professione, il primo lavoro firmato per la Casa delle Idee sarà proprio un numero di Dark Wolverine (precisamente l’87, uscito negli States nell’agosto 2010).
Recentemente, poi, l’artigliato canadese (quello originale, Logan, non il figlio malvagio Daken dei tempi di Dark Reign) ha incrociato di nuovo i propri destini con quelli di Mirco, che ha avuto l’onore di succedere al grande Alan Davis come disegnatore della nuova serie Wolverine lanciata nel contesto dell’operazione Marvel Now!, firmando il trittico di episodi pubblicati sui numeri 5-6-7 del mensile americano, scritti da Paul Cornell e colorati da un altro italiano, Andres Mossa.

Mirco, raccontaci i tuoi esordi: che cosa hai fatto prima del fatidico incontro con Wolverine e soci?
A livello di formazione, ho cominciato a disegnare frequentando prima l’Istituto d’Arte di Urbino e, successivamente, il corso di fumetto alla Scuola Internazionale di Comics di Jesi.
Professionalmente, invece, ho iniziato a collaborare con alcune testate americane della casa editrice IDW come inchiostratore e colorista, mentre in Italia ho lavorato come disegnatore su Jonathan Steele della Star Comics. In seguito, prima di approdare alla Marvel, ho realizzato alcuni numeri della serie Doctor Who e colorato diversi altri albi, sempre per la IDW.

Fantastici4_pierfedericiE veniamo al grande salto che ti ha portato in Marvel: come e quando è avvenuto?
Il primo contatto risale al gennaio del 2009 alla fiera di Angoulême, dove ho avuto l’occasione di mostrare alcuni miei disegni a C.B. Cebulski, il talent scout della Marvel. Nei mesi seguenti sono ovviamente rimasto in contatto, aggiornandolo di tanto in tanto con l’invio di altri lavori, finché nel maggio di quello stesso anno mi è stato offerto di avviare una collaborazione, prima con una serie di copertine e poi con alcune storie brevi.

Tra i lavori che hai firmato per la Casa delle Idee, qual è quello che ritieni ti rappresenti al meglio?
Non ce n’è uno in particolare, ogni lavoro porta con sé ricordi belli e brutti, legati alla storia stessa o magari al particolare momento della mia vita in cui mi sono trovato a disegnarla. In ogni caso ho sempre cercato di adattarmi alle specifiche esigenze di ciascuna narrazione, anche cambiando e sperimentando laddove necessario. Posso però dire che il lavoro che mi ha divertito di più in assoluto è stata forse la run su Wolverine, un personaggio che ho adorato fin dalla prima volta che l’ho visto in un albo.

Quali sono le tue principali fonti d’ispirazione?
Domanda difficile… Sicuramente leggo e guardo tantissime cose, dai fumetti ai film fino ai videogiochi. I miei riferimenti dipendono anche molto dal tipo di storia che vado a disegnare; però tra gli autori che ho sempre adorato e da cui ho cercato di “rubare” di più (anche se non si direbbe) ci sono senza dubbio Kevin Nowlan, Ryan Sook e Juan Giménez.

cover_SbamComics15In qualità di docente alla Scuola Internazionale di Comics, quale idea ti sei fatto dei tuoi giovani aspiranti colleghi?
Per quello che mi capita di vedere, ci sono tanti ragazzi bravissimi nel disegno ma che leggono pochi fumetti. Invece il nostro mestiere è un po’ come la cucina: difficile cucinare bene se non ti piace mangiare! Quindi bisogna leggere tanto, studiare gli autori, copiare dal vero e usare riferimenti. Nessuno si alza la mattina e sa disegnare: raggiungere un livello professionale è il risultato di numerose “testate sul muro” e di migliaia di fogli buttati, ma ne vale sicuramente la pena.

L’intervista nella sua versione integrale – e molto, molto altro – è su Sbam! Comics nr. 15, scaricabile gratuitamente da QUI. A proposito: la copertina della rivista è opera di Mirco!

(Augusto Altobelli • 13/07/2014)