01 cop Speciale 1-14Le origini di Diabolik, queste sconosciute. Fino ad una decina di anni fa la storia dell’eroe nero più famoso d’Italia era avvolta nel più completo mistero, fatta eccezione per le rivelazioni contenute nel mitico Diabolik, chi sei? del 1968. Da allora, più nulla. Quantomeno fino ai primi anni 2000, quando la Astorina decise di aggiungere (ma con molta parsimonia) nuovi tasselli alla storia del criminale e del suo entourage, con racconti divenuti rapidamente veri e propri classici, pubblicati all’interno degli speciali primaverili della collana quadrimestrale Il Grande Diabolik.
Ricco di chicche è così pure questo volume, La vera storia dell’Isola di King (Il Grande Diabolik n. 1/2014, 190 pagg., Astorina, aprile 2014, € 4,90), dedicato ad un protagonista fondamentale della storia di Diabolik, il potentissimo boss (leader dell’isola che porta il suo nome) che fece da padrino al futuro Re del Terrore negli anni dell’adolescenza.
Vediamo di riannodare i fili della storia. Diabolik racconta (all’interno del celeberrimo Diabolik, chi sei?”, cos’ come nella “sua” autobiografia, edita da Mondadori nel 2010) di non sapere nulla delle sue origini: quel che sa è di essere stato raccolto in fasce all’interno di una scialuppa alla deriva, unico sopravvissuto (pare) del naufragio di una nave affondata nell’Oceano Orientale. Naufragio avvenuto, con ogni probabilità, non lontano da una piccola isola, dalla quale una barca partì per prestare soccorso ai sopravvissuti: un’isola abitata solo da criminali e da pescatori, governata da un misterioso leader di nome King.
Ma chi era veramente questo carismatico personaggio? E come arrivò ad essere il padrone incontrastato di un’intera isola che ospitò, nel corso degli anni, i più abili criminali del mondo? Ma soprattutto… Perché King decise di adottare quel bambino invece di lasciarlo al suo destino nell’oceano? Sapeva forse qualcosa del suo passato che poteva fargli comodo? Alcune di queste domande troveranno finalmente una risposta, altre invece…

Anche per questo Speciale, com’è ormai consuetudine per le ret-con di casa Astorina, si è scelto il binario della doppia trama, con la storia ambientata ai giorni nostri (Diabolik ed Eva intenti a realizzare un colpo ai danni del ricettatore Matteo Sorben) a fungere da cornice ai numerosi flashback, che ci riportano ai tempi in cui i protagonisti di oggi avevano un’altra vita e, forse, un altro nome.
Registi della storia sono Mario Gomboli e Tito Faraci, che firmano soggetto e sceneggiatura. La parte grafica, come sempre, è affidata a più autori: le vignette ambientate ai giorni nostri sono firmate dalla coppia Giuseppe di Bernardo/Jacopo Brandi; la parte di storia ambientata sull’isola invece è affidata alle sapienti matite di Giuseppe Palumbo, già illustratore di tutti i precedenti capitoli “mai narrati” della saga di Diabolik.

(Roberto Orzetti • 07/05/2014)