Zagor-Special-26Sotto la sfavillante copertina firmata dal sommo maestro Gallieno Ferri, arriva nelle edicole del Belpaese il ventiseiesimo numero speciale di Zagor (Risvegli, 160 pagg., Sergio Bonelli Editore, aprile 2014, € 5,20). E mai la parola “speciale” fu azzeccata come in questa circostanza, innanzitutto per l’esordio in via Buonarroti di un disegnatore già da tempo tra i big indiscussi del panorama italico, il diaboliko Emanuele Barison. L’artista di Pordenone approda a Darkwood forte della sua esperienza già maturata nel campo della Nona Arte, nell’universo Disney prima e nei più realistici paesaggi di Clerville poi (senza trascurare alcune incursioni nel mondo di Lazarus Ledd), e lo fa “accompagnato” da uno dei leader indiscussi di Casa Bonelli: Moreno Burattini, attuale deus ex machina dell’universo zagoriano (per lui, i dati ufficiali parlano di oltre ventimila pagine scritte, di cui quasi novemila dedicate agli albi fuoriserie, settore in cui ha scalzato persino il veterano Claudio Nizzi!).
C’è poi un’altra ragione che dovrebbe spingervi (se non l’avete già fatto) a fiondarvi in edicola senza indugio: il ritorno sulle pagine di Zagor del genere horror, che da qualche anno (complice il lunghissimo viaggio che Zagor e Cico stanno compiendo sulla serie regolare – ne parlavamo ad esempio qui) è stato un po’ messo da parte. In particolare, come si arguisce dalla suggestiva copertina di Ferri, di stampo oseremmo dire dylaniato, parliamo di morti viventi, con la loro antipatica abitudine di tornare dalla tomba più cattivi che mai.

Siamo a Cloudy Hill, cittadina un tempo tranquilla, ma ora sconvolta all’improvviso da un omicidio inquietante: una coppia viene trovata ferocemente massacrata. La donna, in un ultimo anelito di vita, riesce però a fare il nome del suo assassino. Tutto semplice, direte voi… se non fosse che l’assassino in questione è già da un paio di giorni impagnato a guardar l’erba dalla parte delle radici (come direbbe un attempato ranger). E non è nemmeno semplice bollare il tutto come delirio della moribonda, visto che anche un altro “ex defunto” è stato visto aggirarsi, qualche tempo prima, nei dintorni della cittadina…
Zagor e Cico, giunti in loco per aiutare lo sceriffo Kowalski a catturare una coppia di criminali in fuga, decidono di unirsi alle indagini. La faccenda però prende fin da subito una piega sinistra, visto che, giunti al cimitero, i protagonisti si trovano davanti la tomba del “sospettato” effettivamente vuota! Sarà forse per opera di una banda di trafugatori di cadaveri (ipotesi più realistica)? Oppure davvero i morti di Cloudy… non sono morti? E perché, se così fosse, tornano in vita dotati di forza erculea e rabbia incontrollabile che prima non avevano? Questo è il mistero che Zagor dovrà scoprire, con l’aiuto dello sceriffo e del medico condotto del paese, il dottor Bronsky: un mistero che cela una verità orribile, troppo a lungo nascosta, e che porterà Zagor e Cico a confrontarsi più volte  faccia a faccia con la morte.

Di cose, sulla trama, ce ne sarebbero ancora da dire a iosa, ma ovviamente le nostre Sbam-bocche devono restare più cucite che mai, per non rovinarvi il gusto di spremervi le meningi per scoprire il colpevole prima dello Spirito con la Scure. Un albo assolutamente consigliato anche a chi non ha mai letto una pagina di Zagor in vita sua: con poco più di 5 euro si entra nella foresta di Darkwood, e noi siamo sicuri che, dopo aver letto questo Speciale, non vorrete più uscirne.

(Roberto Orzetti • 11/04/2014)

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