Graziano Romani, L’Arte di Ferri, Collana Panini Books, 128 pagg., brossurato, Panini Comics 2013, € 22,00

sbam_cover-Arte-FerriUn volume che non può mancare nella collezione di ogni appassionato di fumetti”: una frase usata spesso per aprire o chiudere le recensioni, talvolta anche con eccessiva indulgenza nei confronti degli autori o della storia. Non è decisamente questo il caso. Stiamo parlando infatti dell’ultima fatica di Graziano Romani, un libro (o meglio un art-book) dedicato ad un big assoluto delle Nuvole Parlanti di casa nostra, l’unico ed inimitabile Gallieno Ferri, co-creatore – insieme a Sergio Bonelli – di Zagor e di Mister No.
Il volume L’Arte di Ferri, nato sulla scia del precedente L’arte di Galep, dedicato ad Aurelio Galleppini e firmato dallo stesso Graziani, narra, con dovizia di particolari e (evvai!) di immagini la vita e le opere di uno dei più grandi illustratori italiani, che con le sue tavole e le sue copertine ha incantato ed incanta tutt’ora i lettori italiani e non solo.
Non si tratta di una semplice biografia illustrata: è molto di più. Un libro non a fumetti, ma “sui” fumetti, che racconta il rapporto strettissimo – fin dagli esordi – tra il maestro ligure e le Nuvole Parlanti, rapporto che lo avrebbe portato, dopo la gavetta come illustratore pubblicitario e gli inizi fumettistici sotto la bandiera dell’editore Giovanni De Leo, ad incontrare, nel 1959, Sergio Bonelli: da questo incontro nascerà un mito, Zagor, lo Spirito con la scure. Ma non solo. Perché i due, non paghi di aver creato una leggenda, nel 1975 ce ne regalarono un’altra: Jerry “Mister No” Drake, un personaggio decisamente atipico nel mondo dei fumetti (fino ad allora, almeno): perdigiorno, anticonformista, amante delle donne e dell’alcool in egual misura, e decisamente avverso a regole e disciplina (da qui il soprannome). Il pilota di Manaus faceva cose che Zagor e Tex mai si sarebbero sognati di fare: un eroe diverso, che Ferri caratterizzò da par suo pur disegnandone solamente un episodio, quello di esordio (per poi passare alla realizzazione delle sole copertine).
Ma non ci sono solo Zagor e Mister No tra i pargoli del Maestro… E qui sta una grande chicca. Il libro infatti, dopo averci parlato della passione di Ferri per i maestri classici d’oltreoceano (Hogarth e Raymond su tutti) e del suo grande amore per gli sport (soprattutto quelli acquatici), ci svela uno scoop inaspettato: un personaggio nuovo, protagonista di una saga fantascientifica che forse (chissà, non lo sapremo mai) avrebbe potuto “spaccare” in edicola al pari dei suoi “fratelli maggiori”. Si tratta di Centurion, eroe ideato dal maestro di Recco negli anni Ottanta, di cui vediamo per la prima vola in questo libro l’immagine di presentazione ed alcuni bozzetti preparatori. Un vero peccato che non sia mai arrivato in edicola.

Parte integrante del libro è poi la corposissima (slurp!) sezione grafica, una raccolta incredibile di copertine, schizzi, e disegni la cui qualità – concedetecelo – è tale da annichilire l’ego di buona parte degli illustratori statunitensi che oggi vanno per la maggiore. Poter vedere queste copertine, così cariche di dinamismo e pathos, in cui i personaggi sembrano voler “uscire” dalla carta con un incredibile effetto 3D (che oggi si ottiene solo grazie alla tecnologia), beh, è un piacere per gli occhi che difficilmente un umile recensore come il sottoscritto può rendervi raccontandolo. Solo guardandole si può capire!

Questo bellissimo volume è stato scritto e curato da Graziano Romani, grande rocker (18 album all’attivo) ed altrettanto grande appassionato della Nona Arte (diverse monografie, dedicate ai principali autori italiani, portano la sua firma, spesso in coppia con Moreno Burattini, altro zagoriano DOCG, che ha scritto anche la prefazione di questo libro): le sue due passioni si sono riunite in due begli album, dedicati a Tex e Zagor (ed intitolati My Name is Tex e My Name is Zagor) pubblicati nel 2011 e nel 2012, cui seguirà quest’anno l’attesissimo Yes, I’m Mister No. Album che, al pari de L’Arte di Ferri, non possono mancare nella collezione ogni appassionato di fumetti… Oops, ma questo ve l’avevamo già detto, giusto?

(Roberto Orzetti • 15/01/2014)